Dig Awards, torna l'appuntamento con il giornalismo d'inchiesta

Il presidente di giuria è il reporter Jeremy Scahill, tra i giornalisti al suo fianco anche Pino Corrias, che valuteranno i progetti in concorso nelle sei categorie

Riflettori puntati sul giornalismo investigativo, tornano i DIG Awards, premi internazionali dedicati al giornalismo d’inchiesta video che saranno assegnati a Riccione durante il prossimo DIG Festival, dal 23 al 25 giugno. La manifestazione, organizzata dall’Associazione DIG continua a sostenere attivamente il giornalismo investigativo, mettendo in contatto reporter di ogni nazionalità con i più importanti operatori del settore. Come già accaduto nel 2016, dedica inoltre particolare attenzione alle forme più innovative di giornalismo investigativo: dalle inchieste digitali alle esperienze più interessanti di “hacking journalism”, capaci di portare alla luce notizie e scandali di portata internazionale attraverso sofisticati strumenti informatici. "Dig Awards è uno degli appuntamenti che fanno di Riccione un luogo dove accadono cose uniche - afferma Renata Tosi, sindaco di Riccione - una vetrina pregiata per progetti speciali che qui trovano terreno fertile e fioriscono. Nel caso del giornalismo di inchiesta, si tratta di un’occasione imprescindibile per i professionisti dell’informazione dall’ampio respiro internazionale che apre una finestra a reporter e video maker spesso giovani, preparati e di talento, e di portare all’attenzione del’opinione pubblica e dei media casi il più delle volte sconosciuti su cui è doveroso puntare i riflettori. Siamo pronti per la nuova edizione che ci attende, preparati a raccogliere nuovi stimoli e a rilanciare, anche grazie a questi risultati, con rinnovata determinazione”.

A testimoniare l’interesse per queste forme di giornalismo è la scelta del nuovo presidente di giuria dei DIG Awards: Jeremy Scahill, reporter che fa del giornalismo investigativo uno strumento di salvaguardia democratica. Premiato per due volte con il prestigioso George Polk Award, ha lavorato come corrispondente dai più importanti fronti di guerra degli ultimi vent’anni. Dalle sue indagini sulla Blackwater e sugli altri contractor dell’esercito USA sono scaturite diverse inchieste del Congresso degli Stati Uniti. Il suo libro Dirty Wars è diventato un documentario nominato agli Oscar nel 2014. Nello stesso anno, insieme a Glenn Greenwald e Laura Poitras, ha fondato The Intercept, piattaforma di informazione online che ha approfondito, tra gli altri temi, anche le rivelazioni di Edward Snowden sui programmi di sorveglianza di massa della NSA.

Con Scahill entrano in giuria Pino Corrias, vicedirettore editoriale dell’offerta informativa Rai, Maggie O’Kane, reporter del Guardian già premiata come miglior giornalista europea, e Morten Møller Warmedal, caporedattore della sezione documentari di NRK, emittente norvegese con cui si è aggiudicato un Prix Italia nel 2014 e un Prix Europa nel 2015. I nuovi giurati si aggiungono ad altri nove grandi professionisti del settore: Alexandre Brachet, fondatore della casa di produzione francese Upian; Riccardo Chiattelli, direttore di laeffe; Corrado Formigli, autore e presentatore di Piazza pulita (La7); John Goetz, fondatore del team investigativo congiunto di NDR e Süddeutsche Zeitung; Nils Hanson, giornalista di punta della tv svedese SVT; Marco Nassivera, direttore dell’informazione per l’emittente franco-tedesca arte; Alberto Nerazzini, giornalista freelance già a Report e Anno Zero; Andrea Scrosati, vice president programming di Sky Italia; Margo Smit, giornalista e dirigente della tv olandese NOS. Nel lavoro di selezione, i tredici giurati saranno affiancati da un comitato composto da Dario Barone, Danilo Chirico, Emanuele Piano e, in rappresentanza di DIG, Davide Fonda, Sara Paci e Matteo Scanni. 

Sono sei le categorie di concorso, con termine di iscrizione fissato al 21 febbraio 2017 ad esclusione di DIG Pitch per il quale le iscrizioni scadono il 21 marzo 2017: DIG Pitch è la sezione riservata ai progetti d’inchiesta video, ancora in fase di sviluppo o pre-produzione, dedicati a temi di particolare rilevanza economica, politica e sociale. Se in passato i progetti dovevano concentrarsi sull’Italia, quest’anno il focus si allarga a tutti i Paesi europei. Al vincitore è assegnato un premio di produzione da 20.000 euro, ma DIG Pitch offre possibilità enormi anche agli altri finalisti. Il vincitore sarà infatti scelto in una sessione di pitching in cui gli autori saranno invitati a presentare il loro progetto, in inglese, davanti alla giuria e a una platea composta da società di produzione, distributori e rappresentanti di centri di giornalismo europei. Un format innovativo, che negli ultimi due anni ha portato alla produzione di sette progetti d’inchiesta. 
Le altre cinque categorie di concorso riguardano opere video-giornalistiche già realizzate. Inchieste tv e reportage video di lunga durata possono concorrere nelle sezioni Investigative Long e Reportage Long (massimo 90 minuti, in palio 2.500 euro). A inchieste e reportage di media lunghezza sono riservate le sezioni Investigative Medium e Reportage Medium (massimo 27 minuti, 1.500 euro). Viene infine introdotto un premio per i servizi brevi (Short; fino a 12 minuti, 1.000 euro). 

Il DIG Festival non si limiterà a proclamare i vincitori dei sei DIG Awards, ma presenterà e proietterà le inchieste finaliste. Dal 23 al 25 giugno, inoltre, la città di Riccione ospiterà mostre e incontri pubblici, con un’attenzione di riguardo per i corsi della DIG Academy: una ventina di seminari accreditati dall’Ordine nazionale giornalisti ai fini della formazione continua. Numerosi gli argomenti che verranno trattati, in un confronto serrato tra professionisti italiani e stranieri. Si parlerà di tecniche dell’approfondimento, di inchieste tv, di nuovi linguaggi e di hacking journalism, ma anche di temi delicati e attuali come il racconto delle migrazioni e l’uso della querela contro i giornalisti a scopo intimidatorio.

“I DIG Awards si confermano un evento strategico per il nostro Paese e per il nostro territorio” dichiara Massimo Mezzetti, assessore regionale a cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità. “Ancora una volta la manifestazione si conferma la ribalta ideale per chi crede a un giornalismo autorevole e coraggioso, garanzia primaria di ogni società democratica. I giornalisti italiani hanno la possibilità di confrontarsi con professionisti di valore internazionale e, grazie al DIG Pitch, anche i reporter più giovani possono dare voce alle loro idee e ai loro progetti, su temi di portata europea e non solo nazionale. Per la Regione Emilia-Romagna è un onore essere parte attiva di una manifestazione come questa, fondamentale per la formazione di una cittadinanza responsabile".

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