"Rischio e desiderio", indagine sul regno della notte

A Santarcangelo la presentazione del libro "Rischio e desiderio" di Pierfrancesco Pacoda. Luci su giovani, discoteche e droghe. L'autore: "Chiudere i locali sposta solo il problema di qualche chilometro"

E' la notte bellezza. Fatta di eccessi, trasgressione, musica e lughi simbolo del divertimento. La Romagna ha nella manica discoteche celebri in tutta Europa. E ancora una volta a catalizzare l'attenzione nell'estate del 2015 è il Cocoricò di Riccione. Un ragazzo minorenne perde la vita dopo aver assunto droghe. Esplode un caso che anima i media per mesi. Seguono episodi analoghi in altre regioni d'Italia e le parole chiave sono sempre "giovani e sballo". Da questo punto di partenza la casa editrice Nfc di Rimini apre una riflessione e pubblica il libro "Rischio e desiderio", a cura del giornalista Pierfrancesco Pacoda, esperto di culture e tendenze. Il volume viene presentato sabato 5 marzo, alle ore 17, negli spazi della Biblioteca Baldini di Santarcangelo. Insieme all'autore interviene Pier Pierucci, consulente per marketing e creatività. "Rischio de desiderio" attraverso le voci di operatori, dj, gestori, medici e ricercatori, fra cui Nicola Lagioia, Lucia Chiavari, Fabrizio De Meis e Principe Maurice, fa il punto della situazione su una questione irrisolta e attuale. 

Pierfrancesco Pacoda, a distanza di quattro anni dall'uscita del suo libro "Riviera Club Culture (Nda Press) evidenzia come si sia accentuato, rispetto alla scena della notte in Riviera, "quel processo che ha portato a una trasformazione irreversibile della club culture. A una sua estremizzazione. I club sono sempre spazi che gravitano intorno alla figura del dj superstar, sono posti che non hanno più una identità, luoghi vuoti che si limitano a ospitare il dj più richiesto del momento - afferma Pacoda - I club sono oggi intercambiabili e questa è la modificazione  profonda rispetto a quello che racconto in ‘Rivera Club Culture’, che era già una storicizzazione della notte in Riviera tra la fine degli anni '70 e i '90. Ma quella scena, appunto, è ormai consegnata alla storia, agli studiosi".

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Gli eventi tragici della scorsa estate hanno evidenziato come la percezione dell'opinione pubblica rispetto alla questione della notte sia ancora ferma al binomio notte-sballo. Potrà cambiare questa visione? 
"Da sempre il rapporto che i ragazzi hanno con la notte oscilla tra il ‘Rischio’ e il ‘Desiderio’. Sono due aspetti della  notte che affascinano alla stessa maniera. Trovo invece fuori luogo l’associazione ‘discoteche’ e ‘sballo’. Come se i club fossero una sorta di concentrato di tutte le perversioni dalle quali bisogna salvare i ragazzi. Come? Chiudendoli. Un atteggiamento repressivo che serve solo a spostare il problema di qualche chilometro".
Il libro "Rischio e desiderio" in cosa differisce rispetto ad altri lavori già pubblicato sull'argomento, considerando che per la prima volta si parla apertamente della questione droghe.
"Rischio e desiderio è stato scritto proprio per questo, per narrare, dall’interno, il mondo dei club, con le testimonianze di chi, in maniera diversa, nella notte lavora, dagli operatori di strada ai primari dei Sert ai gestori dei locali. Un libro che, spero, possa aiutare a comprendere che la strada non è quella della repressione, ma dell’informazione, della conoscenza. E’ la  ‘riduzione  del danno’ la maniera efficace per affrontare il problema dell’uso delle sostanze".
Quale futuro prevedi per l'industria del loisir sul nostro territorio? 
"A mio avviso  ci sarà una polarizzazione della scena, Da un lato i grandi appuntamenti dance, che  sono in realtà concerti pop e che quindi, come già succede, potranno essere ospitati anche da spazi diversi dalle discoteche. Dall’altro, piccoli locali underground, dove  tutto graviterà, come era alle origini della club culture, intorno alla musica".
Quali sono oggi gli artisti e i luoghi di tendenza da non perdere?
"Sicuramente gli artisti della nuova musica elettronica italiana, come Clap Clap, Populous e Godblesscomputers. E poi lo Space di Ibiza, perché quella del 2016 sarà la sua ultima stagione e quindi se non lo avete mai visitato, fatelo!".

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