“Solo la luna ci ha visti passare”, un reading con l’autrice

La storia vera del viaggio di Maxima, siriana curda di 14 anni, dalla Siria all'Olanda, raccontata dalla giornalista freelance Francesca Ghirardelli nel suo libro “Solo la luna ci ha visti passare” (Mondadori, Strade Blu, 2016). Un cammino attraverso l’Europa – oltre i limiti della paura, del coraggio e della determinazione – che Maxima, piena di una fiducia incrollabile in sé, vive come un bruttissimo sogno ma anche come una grande, indimenticabile avventura.

L'appuntamento, realizzato in collaborazione con We Are Onlus, è per sabato 11 novembre, alle ore 17.00, alla Feltrinelli di Largo Giulio Cesare, 4 a Rimini. Oltre all’autrice, sarà presente per leggere alcuni brani del libro la giovane lettrice riminese Emma Gabrielli, che darà voce alla protagonista.

Maxima ha affidato il suo intenso racconto a Francesca Ghirardelli, che l’ha incontrata prima nel parco di Belgrado poi in Olanda, nella casa dove ora vive. Nel libro si ripercorrono i ricordi più intimi della vita quotidiana in Siria e le tappe del viaggio che ha accomunato il destino della protagonista a quello di centinaia di migliaia di migranti e rifugiati, siriani come lei, ma anche afghani, iracheni, eritrei e di altre parti del pianeta.

Per arrivare alla tappa finale ha dovuto affrontare il mar Egeo a bordo di un gommone carico di uomini, donne e bambini, i corpi letteralmente ammassati gli uni sugli altri, senza quasi la possibilità di respirare, ha percorso a piedi chilometri di asfalto fino a vedere il sangue macchiarle le calze, ha viaggiato sigillata al buio dentro il cassone di un camion prima di raggiungere la sua destinazione, l’Olanda.
«Prima di partire mi ero ripetuta mille volte: “Maxima, sei abbastanza forte per questo viaggio!”. Ma quando mi sedevo per riposare, non riuscivo più a rialzarmi. Mi rimettevo in spalla il mio pesante zaino e non stavo in piedi.»
Cresciuta ad Aleppo, Maxima ha abbandonato la città nel momento in cui gli echi della guerra civile scoppiata nel 2011 si sono fatti troppo vicini, quando il conflitto è arrivato nel suo quartiere e dalla finestra della sua camera ha visto sollevarsi nubi spesse di cenere e il pulviscolo dei palazzi sbriciolati dai bombardamenti.

«Sapevo che in Europa c’era chi non ci voleva. Vorrei dire agli europei che non è colpa loro se avvertono un sentimento di rifiuto per i rifugiati. Tutti quelli che amano il proprio Paese diventerebbero pazzi vedendo i problemi causati dall’arrivo di tante persone in difficoltà. Ma vorrei anche dire che viviamo tutti nello stesso mondo. E suggerire a chi in Europa non ci vuole, di provare a essere più felice per la vita che conduce e di cercare di capire di più gli altri. Perché, se vogliamo vivere in pace, bisogna darsi una mano a vicenda. Non c’è altro modo.»
«Non importa quello che accade, arriverò dove siamo diretti. La speranza è ciò che tiene vivi gli uomini. Se non ne hai più, ti senti schiacciato e sfinito da ciò che ti succede, dal pensiero di quanto sia complicato vivere.
Io non perdo la speranza. Tra vent’anni ricorderò i visi, i luoghi, le fatiche, le paure, il coraggio e l’orgoglio di questo viaggio. Non posso dimenticarli, perché ho come un segno dentro il cuore. Di una cosa sono sicura: quando si sente un grande desiderio, bisogna fare di tutto per realizzarlo. E convincersi di avere in sé la forza necessaria è il primo passo per farcela. Quando ho lasciato la mia casa ero certa che esistessero imprese impossibili. Adesso so che non è così.»

Francesca Ghirardelli, giornalista freelance, da oltre dieci anni collabora con diversi quotidiani e settimanali nazionali. Raccoglie storie di migrazioni e popoli in movimento, soprattutto lungo le sponde del Mediterraneo. Ha incontrato Maxima a Belgrado, in Serbia, nell’ultima tappa del viaggio verso l’Olanda, dove l’ha ritrovata, sana e salva.

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