Gli "Itinerari letterari" alla riscoperta del capitale umano con Giorgio Fontana, Roberto Mercadini e Dacia Maraini

Cinque incontri fra storie apparentemente comuni con ottimi autori italiani. Tra gli ospiti anche Cristiano Cavina e Valerio Corzani

Gli Itinerari Letterari tornano, per il terzo anno, a percorrere le meravigliose terre di San Giovanni in Marignano e lo fanno, per la prima volta, in piena estate.

"A fare da filo conduttore quest’anno - spiega Emiliano Visconti di Rapsodia - troveremo esseri quasi mitologici che ci porteranno alla scoperta di Storie di umani quasi comuni perché ciò che accomuna i cinque incontri che si succederanno è la presenza, nei romanzi di cui si parlerà e non solo, di storie apparentemente comuni, appunto, come quasi tutte le storie di ognuno di noi, che, però, nel momento in cui si fanno letteratura, diventano, appunto, quasi comuni, dove tutto l’accento è sulla parola quasi."

Dopo la sospensione della Rassegna causa emergenza Covid si è lavorato con impegno e determinazione per riuscire a dare vita a questa edizione, rinnovata negli autori, nei tempi ed anche nello spazio, sperando che possa coinvolgere ed appassionare ancora una volta. La rassena viene ospitata nell'Arena Spettacoli di San Giovanni in Marignano.

Ad aprire il percorso un libro che traccia il solco di questa edizione: l’11 agosto si inizia da “un” Prima di noi, ultimo lavoro di Giorgio Fontana, una delle penne più incisive della letteratura italiana contemporanea, romanzo che narra le vicissitudini, quasi comuni, appunto, della famiglia Sartori, le cui generazioni si inanellano per attraversare tutto il Novecento e finire in questo nostro disarmante presente, con una domanda dalla risposta impossibile: cos’è la felicità? Cos’è una famiglia? Che cosa spinge i suoi componenti ad ostinarsi a “resistere dal basso”? Un romanzo storico e corale con cui Giorgio Fontana "ha voluto affrontare con le armi della letteratura la povertà e il riscatto, la fede e la politica, il coraggio dei deboli e la violenza dei forti", e da cui, a uscirne vittoriosa, è proprio la letteratura che quelle vicende indaga.

A seguire, il 18 agosto, salirà sul palco Roberto Mercadini, monologhista orami più che noto, che da uno dei suoi monologhi più ambiziosi ha tratto un libro che cattura il lettore fin dal titolo che ti esplode in mano: Bomba Atomica. Verrebbe da aggiungerci l’articolo davanti: “La”, e sarebbe proprio questo l’errore perché non si parla di quella o quell’altra precisa bomba, ma proprio dell’idea, prima astratta e teorica e poi fattiva che c’è dietro, delle ricerche, degli incidenti di percorso, di legami umani e di legami tra particelle e atomi, di Storia e delle storie che in quella particella linguistica, “atomico”, racchiude tutta la seconda metà del Novecento. Col suo piglio anticonformista, ironico, dissacrante e con la sua sconfinata curiosità che lo porta a una documentazione onnivora Mercadini svela la meraviglia che ci fu prima di quell’orrore che fu sganciarla.

Cristiano Cavina va sempre a scavare nella sua esperienza di vita per trovare parole e temi che riguardano tutti noi per poi porceli davanti spogli, senza pregiudizi, ma con quella sincerità che è sempre stata la cifra della sua scrittura: quel modo di raccontare che resiste imperterrito anche in questo ipertecnologico mondo in cui siamo immersi; quel racconto popolare che sa di bar di montagna, di osterie fuori dal tempo, di iperboli narrative perché la narrativa è sempre un’iperbole. E questo è vero anche se questa volta Cavina scrive in versi, un libretto che sembra leggero e che invece scotta perché tocca uno di quei temi che fanno ancora prurito e su cui vige uno dei più persistenti tabù: la droga. Non quella analizzata nei saggi di chi non l’ha mai provata ma quella che da più di una generazione attira giovani e meno giovani e che fa, indubbiamante, diverse vittime la prima delle quali è però la consapevolezza di cosa si stia parlando. Ne parleremo appunto il 25 agosto.

Gli Itinerari Letterari chiuderanno questa edizione estiva, entrando in un territorio nuovo: per la prima volta uno degli incontri non è la presentazione di un libro, o forse sì, ma non fatta da chi quel libro l’ha scritto. Avere Murakami in Italia, e in particolar modo a San Giovanni in Marignano, è un’eventualità più che remota, e allora abbiamo invitato una grande voce di Radio 3, Valerio Corzani, a parlarci di Murakami. Ma Corzani ha uno sguardo distorto da un’altra sua grande passione: la musica, passione che con Murakami condivide. E allora è entrato in quei libri col suo sguardo storto ed è andato a scovare le colonne sonore con cui il genio giapponese punteggia la sua scrittura facendo in modo che la musica diventi parte integrante della narrazione, quasi un elemento sintattico imprescindibile. A San Giovanni, quindi, potremo finalmente, oltre che leggerlo, ascoltare Murakami.

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Evento speciale, domenica 4 ottobre. Una scrittrice tutt’altro che comune chiuderà questa straordinaria edizione. L’incontro con Dacia Maraini, fissato per il 4 ottobre, è come se racchiudesse tutto il percorso di questi Itinerari: potrebbe aver conosciuto la prima generazione dei Sartori di Fontana, o essere stata l’insegnante di uno dei figli, avrà certamente sentito nel profondo il terrore che la bomba fosse Hitler il primo ad averla, avrà sentito l’orrore di vedere quella bomba cadere. Perché lei quel Novecento l’ha attraversato viva e resiliente, ne è stata una delle voci più importanti, l’ha vissuto e ne ha ragionato e ce lo ha raccontato nei suoi tanti libri, quasi in presa diretta ed è sempre stata capace di andare a scovare ciò che di più scottante ogni decennio ha incendiato, fino a portarci nel suo ultimo libro, Trio, dove, senza retorica ci parla di questo nostro preciso e sconvolgente presente "attraverso il filtro di un passato mai così vicino che parla di ognuno di noi, e di cosa può salvarci quando fuori tutto crolla".

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