Cosmo e scienza, incontro con il famoso fisico Guido Tonelli

Sabato 7 ottobre, nella Sala del Giudizio al Museo della Città (ore 17.00), il secondo appuntamento di Biblioterapia 2017 sarà con Guido Tonelli, Professore di Fisica all’università di Pisa, uno dei principali protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio”, al Cern di Ginevra. Un invito a indagare le realtà del cosmo fuori di noi, movimento speculare alla “grammatica dell’interiorità” scandagliata dal critico Antonio Prete, che ha inaugurato la Biblioterapia il primo ottobre con un incontro partecipatissimo.

“Cercare mondi. Esplorazioni avventurose ai confini dell’Universo” è il titolo della Conversazione di Tonelli, sulla falsariga del suo ultimo libro, appena uscito da Rizzoli dopo “La nascita imperfetta delle cose” (2016), in cui raccontava con la puntualità dell’esperto e la passione dello scrittore e divulgatore la grande avventura della scoperta del bosone di Higgs. Una nuova chiave d’accesso ai misteri dell’Universo, la sua nascita, la sua composizione -  se è vero che il 96% della materia e dell'energia che lo costituiscono è “oscura”, invisibile e di natura ignota – e il suo destino.

E un’altra tappa fondamentale per definire la mappa della “Realtà… e mondi possibili”: la realtà, infatti, è ben diversa da come i nostri sensi la disegnano. La nostra percezione dello spazio e del tempo, come ci dimostrano la teoria della relatività e della meccanica quantistica, è errata. Ma la scienza che si fa dipende, in un certo senso, dal modo e dal mondo in cui ci si è evoluti. Come spiega Tonelli in un’intervista, “noi cerchiamo di adattare le nostre strutture cerebrali a un modello che confrontiamo con gli esperimenti e via via adattiamo”.

Se da un lato oggi la scienza ha raggiunto grandi livelli di potenza, la scoperta del bosone di Higgs ci ha ulteriormente messo di fronte il fatto che il nostro l’Universo è in una condizione di equilibrio instabile: una delle tante catastrofi stellari che si verificano nelle galassie lontane potrebbe sviluppare energie tali da alterare, da un momento all’altro, questo delicato equilibrio e riportare tutto allo stadio iniziale, in cui c’era solo il vuoto. A parere dello scienziato, dunque, le scelte che riguardano il destino dell’umanità non possono essere monopolio della tecnica e della scienza. Ora che sappiamo che l’intero cosmo condivide con noi e il nostro pianeta un’analoga condizione di precarietà, vi è bisogno di un nuovo umanesimo.

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