Roberto Mercadini dà voce alle Odissee anonime, tra migrazioni e storia

Giovedì 4 gennaio alle ore 21 al teatro Il Lavatoio di Santarcangelo Roberto Mercadini torna in scena con lo spettacolo Odissee anonime, dopo il successo della prima del 28 dicembre. Un monologo sulle migrazioni ideato insieme ai ragazzi dello Sprar Valmarecchia. Considerando la capienza limitata del teatro Lavatoio, è stata assicurata la prelazione a coloro che sono rimasti fuori la sera della prima e hanno lasciato la loro prenotazione agli organizzatori.

Per tutti gli altri è consigliato presentarsi con largo anticipo per assicurarsi uno dei pochi posti ancora disponibili, con possibilità di ingresso (comunque gratuito) a partire dalle 20,30. Ideata insieme ai ragazzi del Sistema protezione rifugiati e richiedenti asilo (Sprar) dell’Unione di Comuni Valmarecchia, la rappresentazione vede l’attore cesenate impegnato in un monologo dedicato al tema delle migrazioni.

Il “poeta parlante” Roberto Mercadini torna dunque al teatro civile per affrontare uno dei temi più complessi della contemporaneità, creando uno spettacolo sul percorso dei richiedenti asilo e sull'incontro con la realtà italiana – dal sistema di accoglienza ai percorsi di integrazione possibili – a partire dalla testimonianza offerta dai ragazzi dello Sprar Valmarecchia. Il progetto Sprar dell'Unione dei Comuni – gestito dalle cooperative sociali Il Millepiedi e Cento Fiori – ospita attualmente 19 richiedenti e titolari di protezione internazionale tra Santarcangelo e Verucchio.

Lo spettacolo di Mercadini nasce nell'ambito delle iniziative per favorire l'integrazione tra beneficiari e comunità locale, promuovendo una migliore conoscenza del fenomeno migratorio. Odissee anonime – Mercadini conduce lungo il percorso, intimo e collettivo, di coloro che scappano da guerre, carestie e violenze e arrivano a incontrare la realtà italiana. Dal viaggio in Africa si passa a quello, non meno caotico, nella rete di accoglienza dello Stato italiano: un sentiero spesso tortuoso in cui migranti (e autoctoni) si aspetterebbero di trovare risposte e organizzazione ma in cui, molto spesso, regnano burocrazia e caos, un mix che la vena ironica dell'autore romagnolo non manca di porre in evidenza. E allora l'Odissea prosegue, con sfumature ed emozioni sempre diverse, nel gioco delle vite di questi ragazzi che lottano per il diritto all'esistenza. Fino ad arrivare, in molti casi, a percorsi di reale integrazione nelle nostre comunità, in cui la diversità, oggi come ieri, diventa ricchezza e benessere.

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