Al Concordia di San Marino sale la febbre dell'oro con Dawson city

Al Cinema Concordia torna martedì 28 marzo la rassegna Il cinema ritrovato con "Dawson City" di Bill Morrison. Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti, Dawson City, Yukon, Canada era l’ ultimo avamposto della civiltà yankee (in preda alla febbre dell’oro); al di là un deserto gelato, dove nacquero molte fortune americane. C’è un cinema e i film arrivano, con anni di ritardo; poi però rispedire indietro le pellicole è troppo costoso. A fine anni Settanta, scavi in quello che era stato un campo da hockey ne riportano alla luce un piccolo giacimento, preservato nel ghiaccio.

In molti casi, si tratta di film dati per perduti. Bill Morrison usa il found footage per montare una “travolgente ballata sugli anni della corsa all’oro, fatta di newsreel, comiche e melodrammi; il suo discorso stabilisce un parallelo tra gli anni pionieristici del cinema e l’insediamento americano nella sua più remota frontiera” (Sophie Mayer). Presentato a Venezia, dove ha suscitato stupore ed emozione, il film di Morrison reca il valore aggiunto della sua storia: come se le persone sullo schermo si fossero appena svegliate da un lungo sonno nel ghiaccio, fantasmi convocati a narrare la propria lontana avventura, parte della storia americana del Ventesimo secolo. Come per la maggior parte del cinema muto, le pellicole ritrovate a Dawson City erano date per perse: Bill Morrison ci restituisce le immagini originali di questo straordinario patrimonio ritrovato. Ma va oltre.

Le storie dei film ritrovati diventano il perno attorno al quale ruotano nuove storie intrecciate: quelle della febbre dell’oro, del capitalismo americano (è proprio a Dawson City che gli antenati di Donald Trump costruirono la loro fortuna), delle città effimere che nascono e muoiono in virtù di eventi tanto abbaglianti quanto estemporanei. Dawson City – Il tempo tra i ghiacci si ispira direttamente al cinema delle origini: è un film senza parole, fatto di splendidi materiali di repertorio, sui quali le didascalie vanno a dar voce alle immagini. Un poema visivo la cui controparte musicale è affidata all’astro nascente Alex Somers,collaboratore in pianta stabile della band islandese Sigur Róse di recente autore delle musiche del film Captain Fantastic. La proiezione sarà introdotta dal Direttore degli Istituti Culturali, Paolo Rondelli.

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