Si presenta il volume dedicato ad Alessandro Belmonte

Avrà inizio alle ore 17,30 di venerdì nella Sala del Giudizio del Museo della Città di via Tonini, nell’ambito della Rassegna “Frontespizio”, la presentazione con gli autori Rosita Copioli e Alberto Silvestro del volume Alessandro Belmonte (1757-1838) Ufficiale di Marina dall’Armada Real ai porti dell’Adriatico, Digitalprint 2018. Quando si parlerà del Turismo e della città di Rimini non si potrà più prescindere dalla figura di Alessandro Belmonte. È cartografo, esploratore scientifico nelle maggiori spedizioni della Marina spagnola, patriota. Ispettore dei porti dell’Adriatico, si occupa dell’industria di mare nel senso più ampio, per «il bene della cosa», del Governo e della società. Influisce in modo determinante sui nipoti Alessandro e Ruggero Baldini che con Claudio Tintori fondano l’Industria dei Bagni di Mare nel 1843, cinque anni dopo la sua scomparsa.

L’evento, che riporta alla luce una figura fondamentale di Rimini, sarà aperto con saluti istituzionali di Massimo Pulini Assessore alle Arti del Comune di Rimini, di Valeria Cicala, Istituto Regionale Beni Culturali, del Capo del Compartimento Marittimo di Rimini, Capitano di Fregata Fabio Di Cecco, del Delegato Regionale Marinai d’Italia Ammiraglio Angelo Mainardi. Interverrà il discendente diretto di Alessandro Belmonte, avvocato Luigi Lega Baldini. Sarà presente l’Editore Quinto Protti. Questa monografia di Alessandro Belmonte esce nella collana di studi intitolata ad Adolphe Noël des Vergers, perché della famiglia Belmonte fu l’attuale Villa des Vergers, acquistata dallo studioso francese nel 1843.

Alessandro Belmonte (1757-1838) Ufficiale di Marina dall’Armada Real ai porti dell’Adriatico, di Rosita Copioli e Alberto Silvestro, Digitalprint 2018, pp. 448, è la prima biografia di un grande riminese di cui si è sempre ignorato il rilievo, non solo cittadino. E che finalmente esce dall’ingiusto oblio. Rimini gli deve perfino la propria fortuna turistica. Egli influisce profondamente, attraverso la propria figlia Maria (1792-1868), sui due nipoti Alessandro (1821-1891) e Ruggero (1824-1904), figli di Pio Baldini (†1835), che con Claudio Tintori (1815-1891) fondano l’Industria dei Bagni di Mare nel 1843, cinque anni dopo la sua scomparsa.

Patriota, dedica la sua vita al mare, negli anni più traumatici che cambiano il corso del mondo moderno, e il volto di Rimini. Figlio terzogenito della famiglia più importante della città (è cugino dell’autorevolissimo cardinale Giuseppe Garampi, prefetto dell’Archivio segreto, uomo chiave della diplomazia vaticana e nunzio a Vienna, mentre il consuocero Antonio Baldini è cugino di papa Ganganelli), diviene Cavaliere dell’Ordine di Malta (1776) e si arruola nella Marina Reale di Spagna (1778), dove ha incarichi rilevanti. Viaggia nelle più importanti spedizioni scientifiche e militari: con Alessandro Malaspina, e si distingue eroicamente nell’assedio di Gibilterra (1782); con Antonio de Córdoba e Dionisio Alcalá Galiano dallo Stretto di Magellano alla Patagonia; con Vicente Tofino per l’Atlas Maritimo de España. Esegue le carte della Spagna, delle Isole Azzore e Canarie, delle coste intorno al Rio della Plata, dello Stretto di Magellano, della Terra del Fuoco nell’America Meridionale.

Costretto a tornare in Italia per una malattia, partecipa con il fratello Gianmaria alla Repubblica Cisalpina. Dopo il suicidio di questi, deportato a Pest, è attivo nel nuovo Regno d’Italia con l’altro fratello Lodovico e il cognato Daniele Felici Capello, che Napoleone nomina Ministro degli Interni. Si occupa della Marina Italo-francese; sostiene Murat, seguendone per breve tempo la Marina. Alla caduta di Murat deve rifugiarsi in Svizzera con l’amico Pellegrino Rossi. Comunque fedele allo Stato pontificio, ha l’incarico di «Ispettore di Sanità marittima e della Polizia dei Porti del Terzo Circondario marittimo pontificio dell’Adriatico», che mantiene con la massima competenza fino in tarda età. Legato profondamente alla gente di mare, si adopera, dice, «non mosso da proprio interesse e vantaggio, valendomi di quei pochi lumi, che una lunga esperienza delle cose di Mare, e l’attaccamento particolare ai Marinari, e Naviganti coi quali ho passato la massima parte della mia vita m’hanno saputo suggerire».

Si occupa di tutto quanto concerne quella che definisce industria di mare: pesca, costruzioni navali, porti, uffici marittimi, ecc. È consapevole dell’importanza del ruolo degli armatori nel mondo della marina per aumentare i traffici commerciali marittimi attraverso l’impiego dei loro capitali. Ma si preoccupa anche del futuro riservato ai vecchi marinai inabili al lavoro e bisognosi d’assistenza. Alessandro Belmonte appartiene a una aristocrazia colta e illuminata, per cui l’idea di giustizia coincide con «il bene della cosa», ossia del Governo e della Nazione: ogni progetto privato è anche sociale, finalizzato alla costruzione della patria e della comunità cittadina. Con una vastissima documentazione totalmente inedita, proveniente da numerosi Archivi italiani e stranieri, e una ricca iconografia, il libro ricostruisce ambienti storici internazionali, sia nell’arco di tempo della sua vita, sia negli anni che lo precedono e seguono.

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