"La bella stagione" presenta allo Spazio Tondelli di Riccione 'Edipus'

La bella stagione 2015/2016 riprende allo Spazio Tondelli di Riccione con il testo di un grande della letteratura italiana interpretato da un attore di assoluto talento. Venerdì (ore 21, ingresso 15 euro) Eugenio Allegri porta in scena l’Edipus di Giovanni Testori vestendo i panni dello “Scarrozzante”, capocomico di una piccola compagnia che in un teatrino di provincia tenta di mettere in scena una rappresentazione su Edipo. Abbandonato dal primo attore e dalla prima attrice, che hanno preferito strade più comode, il capocomico si trova quindi a ricoprire tutti i ruoli e finisce per confondere il piano del racconto con quello della sua disastrata vicenda personale.

L’Edipus, capolavoro della splendida Trilogia degli Scarrozzanti datato 1977, torna sulle scene a 20 anni dalla storica interpretazione di Sandro Lombardi e a quasi 40 dall’esordio con Franco Parenti. Il nuovo lavoro è pensato proprio per Eugenio Allegri, straordinario erede del filone più sperimentale della Commedia dell’Arte: un attore amato da Dario Fo, Leo De Berardinis, Gabriele Vacis e dal maestro Carlo Boso, che lo scelse per impersonare Arlecchino in una serie di fortunatissime tournée europee del TAG Teatro di Venezia. Ora a dirigerlo è uno dei più apprezzati registi italiani, Leo Muscato (Premio della critica 2007 come miglior regista di prosa, Premio Abbiati come miglior regista d’opera della stagione 2012).

«La Trilogia degli Scarrozzanti è probabilmente uno fra i più significativi ed emozionanti manifesti d’amore per il teatro che siano mai stati scritti» afferma Muscato. «Giovanni Testori inventa una compagnia di guitti che bazzica teatri semivuoti e fatiscenti. Una compagnia di ultimi, di avanzi, di diversi, di reietti dai partiti, dalle chiese e da una società che non vuol saperne nulla della loro arte. Ma loro non demordono: sono convinti che “el teatro existe e rexisterà contra de tutti e de tutto, infino alla finis delle finis”.»

La messa in scena rende onore alla voce di Testori, capace di creare una lingua straordinaria, letteraria e popolare al tempo stesso. «Nel tentativo di avvicinarsi al popolo» prosegue Muscato «questa compagnia di guitti s’inventa una lingua che il volgo può comprendere, un linguaggio tutto loro, miscuglio di dialetti, latinismi e ridicole volgarità; un linguaggio che malgrado loro, si fa poesia struggente e disarmante. Ma la crisi è crisi, e di artisti non ce n’è bisogno. “L’attor vegio” interprete di Laio, lascia la poverissima ditta degli Scarrozzanti per andare a guadagnare qualche soldo in più facendo “el travestitico in d’una compagnia, de revistaroli e de cabarettisti!” E la prima attrice molla tutto per andare a maritarsi “cont quel fabbrecante de mobili” che può garantirle una più tranquillizzante vita borghese.»

A recitare la tragica storia dell’Edipus rimane il capocomico o meglio, come ha scritto Rodolfo Di Giammarco, «l’encomiabile Eugenio Allegri, […] una figura di comico dell’arte alle prese col mito sofocleo dell’uomo parricida e incestuoso».

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