Al Teatro Villa arriva il graffiante Giorgio Montanini con "Liberaci dal bene"

A chiudere la sezione “Comico” della Piccola Stagione del Teatro Villa 2015/2016, arriva il re della “stand up comedy” italiana, Giorgio Montanini con "Liberaci dal bene". Dopo il successo delle due stagioni di Nemico Pubblico su Rai 3 e la copertina di Ballarò, Giorgio Montanini approda sui palcoscenici italiani con una sua comicità tagliente e controversa. Un'asta, un microfono e gli argomenti classici della satira: sesso, politica, religione e morte. Tutti affrontati da un punto di vista originale, distruggendo luoghi comuni, certezze e convinzioni.

Sette gennaio 2015, terroristi islamici fanno irruzione nella sede di un giornale satirico e ammazzano comici satirici. In Italia un’ondata di indignazione e di protesta sommerge social, giornali e tv: tutti gridano alla libertà di espressione e di satira, tutti vogliono che il 7 gennaio diventi la giornata mondiale della libertà d’espressione, tutti dimenticano che in Italia la libertà d’espressione c’è da 70 anni, dal 1945. Giorgio Montanini presenta il suo quarto monologo satirico, attraverso il quale mette in evidenza le contraddizioni della società e del pensiero comune. “In Italia non c’è un problema di mancanza di libertà d’espressione, c’è un problema di mancato esercizio della stessa. Ogni giorno attori, comici, gente comune sceglie di non dire quello che pensa per il proprio tornaconto. Se fossimo tutti Charlie Hebdo, sarebbe davvero un mondo migliore? Saremmo davvero capaci di sostenere una vita fatta di libero pensiero? Al lavoro con il capo ufficio, con gli amici…e con nostro figlio? Fortunatamente non siete tutti Charlie Hebdo. La satira non è mai una carezza che conforta i luoghi comuni, è un pugno che li distrugge, ma un pugno dato con la gioia di un bambino. Un monologo che affronta con disincantata spietatezza gli aspetti più controversi della nostra società. Siamo un paese fascista perché alla base c’è un problema genitoriale forte? L’educazione ad una vita fatta di individualismo e mancanza di sensibilità verso il prossimo è frutto di una fiaba che ci raccontano da piccoli? “

Un viaggio attraverso le debolezze dell’autore che si mette a nudo sul palco, che non sale mai sul piedistallo a pontificare ma che, attraverso il racconto delle sue miserie, empatizza col pubblico che vi si riconosce. L’istituzione della famiglia, il trans come oggetto dei desideri ma reietto da una società omofoba, il pubblico come detentore di un potere che molto spesso utilizza senza criterio. “Liberaci dal bene” perché il buonismo d’accatto, le ipocrisie delle battaglie velleitarie che vanno di moda una settimana su Facebook, la retorica del sentirsi migliori sono l’obiettivo più urgente per una satira moderna. Un monologo in cui ogni volta ci si deve chiedere “perché sto ridendo?”. La gente ride, ma non si chiede mai il perché, quando invece la risata in un monologo satirico è sempre il mezzo, mai il fine. Per linguaggio e temi trattati, lo spettacolo è sconsigliato ai minori di 16 anni.

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