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Il Mulino di Amleto, presentata l'11esima stagione teatrale

È stata presentata, alla presenza del direttore dell’Istituzione Musica Teatro Eventi Giampiero Piscaglia, dell’Assessore alla Cultura Massimo Pulini e del direttore artistico del Mulino di Amleto Gianluca Reggiani, l’undicesima stagione teatrale del piccolo teatro dell Grotta Rossa

È stata presentata, alla presenza del direttore dell’Istituzione Musica Teatro Eventi Giampiero Piscaglia, dell’Assessore alla Cultura Massimo Pulini e del direttore artistico del Mulino di Amleto Gianluca Reggiani, l’undicesima stagione teatrale del piccolo teatro dell Grotta Rossa. Reggiani ha sottolineato come il Mulino sia una realtà con caratteristiche anomale e resista alla contingente crisi trasformandosi e come, pur essendo una struttura privata, mantenga un’ autonomia artistica e gestionale. Massimo Pulini ha ribadito l’importanza del dialogo con il Mulino per il suo ruolo pubblico, in quanto macina il grano artistico del territorio, portandolo in contesti intimi. Appoggiarlo è dunque un atto dovuto da parte della pubblica amministrazione. è il terzo anno, infatti, che l’Amministrazione Comunale conferma il suo sostegno e prende in considerazione i progetti di ampliamento del Mulino. Giampiero Piscaglia ha lodato soprattutto l’intraprendenza imprenditoriale del Mulino – oltre che artistica- che lo rende autosufficiente. Reggiani ha poi illustrato le novità e le conferme del cartellone teatrale del Mulino.
 
Più di duecento aspiranti attori affollano il palco del Mulino anche quest’anno: la variata proposta laboratoriale del piccolo teatro della Grotta Rossa conferma il suo successo attraendo adepti di tutte le età. Un segno tangibile che, nonostante gli umori sincronizzati all’altalenante situazione di crisi italiana, c’è ancora tanta voglia di fare teatro. E la cricca de Il Mulino di Amleto, che ruota intorno al direttore artistico Gianluca Reggiani, sembra averlo chiaramente percepito rispondendo alla richiesta con un nuovo e ricco cartellone teatrale che ospita rassegne ormai radicate e altre sperimentali e variegate.

La stagione del Mulino si è già in parte attivata con una nuova scommessa dedicata al cantautorato: SCRIVI CANZONI è un progetto dedicato alla nuova canzone d’autore e ad alcuni dei suoi protagonisti. Cantanti, musicisti, attori, autori che si ostinano ad indagare, ricercare, sperimentare nuove possibilità espressive della forma canzone. Non si tratta di semplici concerti ma d’incontrare cantautori, o cantattori, che si aprono al racconto, alla poesia, alla letteratura, al dialogo con il pubblico sperimentando la magia della relazione teatrale dalla quale fare emergere con forza la ragione e la follia, o, più semplicemente, il senso dello scrivere canzoni oggi. I prossimi appuntamenti vedranno protagonisti Riccardo Amadei e Les Pastìs (20 dicembre, ore 21) e Andrea Amati & Band (25 gennaio, ore 21).
 
Ricerca e spiritualità sono alla base di un’altra nuova rassegna che arricchisce il cartellone teatrale del Mulino: IEROFANIE.
Partendo dall’assunto che il teatro è sempre stato, fin dalla notte dei tempi, un luogo dove è possibile vivere, o perlomeno incontrare il sacro IEROFANIE si domanda se ciò possa accadere ancora oggi nei teatri. La risposta è affermativa se s’intende per “sacro” la possibilità di scorgere, aprirsi, lasciarsi stupire da qualcosa di totalmente altro, qualcosa che ci sorprenda e che ci elevi o che, almeno per un attimo, riesca a sottrarci o a rapirci dallo scontato e ordinario “profano” che ben conosciamo.
Quando l’esperienza teatrale diventa un atto di comunione o quando uno spettacolo o un attore è in grado di guidare la nostra percezione o la nostra coscienza, è possibile immergersi in una ierofania.
Le opere teatrali in programma sono accumunate dunque dal desiderio, anche inconscio, di indagare l’esperienza del sacro, creando sorprendenti, sicuramente spirituali, a volte persino spiritose ierofanie.

Il primo a guidarci in questa scoperta è Roberto Mercadini che dedica un suo monologo alle origini della filosofia (venerdì 15 novembre). DOBBIAMO UN GALLO AD ASCLEPIO guarda all’oscura origine della luce, al folle cominciare della ragione, all’unita fonte delle infinite diramazioni, all’esilarante albeggiare dello spirito umano a partire proprio da un testo caotico, frammentario, inattendibile, involontariamente  esilarante: "Le vite dei filosofi” di Diogene Laerzio (III secolo d.C.).
Venerdì 22 novembre la compagnia Gli omini presenta L’ASTA DEL SANTO un mercante in fiera sulle vite dei santi con Luca Zacchini e Francesco Rotelli. L’Asta del Santo non è solo un gioco che indaga i paradossi dei Santi (sapevate che che Santa Barbara è il nomignolo degli esplosivi perché suo babbo morì fulminato subito dopo averla decapitata?), ma nemmeno uno spettacolo teatrale. Di certo ci sono un mazzo di carte e le vite dei santi, ognuna con una sua storia di straordinarie avventure, sovrannaturali peripezie, impensabili morti, superpoteri.

Alessandro Berti e Angela Caterina portano in scena, venerdì 29 novembre, MAESTRO ECKHART viaggio teatrale attraverso i sermoni. I sermoni di Eckhart sono testi operativi, propongono un'esperienza in chi ascolta, e l’autore, di quell'esperienza, non è solo testimone, ma protagonista in prima persona. Ecco perché lo si chiama mistico: non perché oscuro e ineffabile, ma perché sa di che cosa parla.
Venerdì 6 dicembre Eliana Cantone interpreta LA FAVOLA DI UN’ALTRA GIOVINEZZA, ovvero la storia di Maria Piarulli, figlia di immigrati italiani in Romania alla fine dell’800, che, all’età di 65 anni, viene colpita da un fulmine che, anziché ucciderla, le dona una nuova possibilità, una seconda giovinezza. Si tratta un viaggio onirico, sospeso e sottile, verso la ricerca e la possibile scoperta della propria essenza. Una fiaba dell’eterno ritorno alla rovescia, epica e metafisica, dalla struttura circolare; una riflessione sul tempo e sull'eternità.

A chiudere la rassegna il padrone di casa Gianluca Reggiani, con uno spettacolo liberamente ispirato ai Satsang di uno dei più seguiti guru occidentali, Ekhart Tolle: IL NON CONOSCIUTO…QUASI UN SATSANG (domenica 22 dicembre). Satsang è una parola sanscrita che significa letteralmente “essere in compagnia della verità”. La scommessa dell’attore in scena è far vivere l’esperienza di un Satsang al pubblico, ci riuscirà?
Non mancheranno poi, a stagione inoltrata, le rassegne del Mulino che già dallo scorso anno hanno riscosso notevole successo: InSOSTENIBILE, un focus sul teatro civile; InFINITO, performances fra gesto e danza; IL MULINO DEI PICCOLI, gli spettacoli della domenica dedicati ai bimbi e gli as-saggi dei laboratori del Mulino.
Un appuntamento atteso è anche quello con “CREPINO GLI ARTISTI. Varia edificante umanità”, un’occasione di incontro/confronto, uno spazio aperto a chi qualcosa da dire ce l’ha o ce l’ha avuto, a chi scrive o a chi racconta, a chi suona o a chi danza. Una varia edificante umanità, per l’appunto, ogni volta diversa, che si ritroverà per la tradizionale tombola di Natale (data in via di definizione).
 
Inizio spettacoli ore 21.15
Ingresso € 10
Info:
MULINO DI AMLETO
Via Del Castoro, 7 - Grotta Rossa (Rimini)
0541 752056
info@banyanteatro.com
www.facebook.com/mulinodiamleto

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