"Un Teatro per i Ragazzi" al Teatro di San Leo a Pietracuta

Con il 2014, giunge alla sua quinta edizione "Un Teatro per i Ragazzi ", la rassegna proposta dal Teatro di San Leo a Pietracuta per tutti i ragazzi e le famiglie della Valmarecchia

Con il 2014, giunge alla sua quinta edizione "Un Teatro per i Ragazzi ", la rassegna proposta dal Teatro di San Leo a Pietracuta per tutti i ragazzi e le famiglie della Valmarecchia. In tutte le sue precedenti edizioni, si è contraddistinto per il grande successo registrato (con numerosi ‘sold out”), e per l’elevatissima qualità e policromia artistica degli spettacoli ospitati. Negli anni, infatti, considerata l’esuberante richiesta del pubblico, la rassegna è quantitativamente cresciuta e, anche per il 2014, arriveranno a San Leo sei spettacoli, proposti come d’abitudine in orario serale, scelti tra le eccellenze del Teatro Ragazzi italiano.

Le proposte alterneranno fiabe ‘classiche’ e tradizionali come Chi ha pescato il pesciolino d’oro?, I tre porcellini e Peter Pan; fiabe “ecologiche” come Goccia e goccia. Le avventure di un piccolo fiume e Fattoria allegria, e la rilettura in chiave musicale del classico Cappuccetto Rosso, qui ‘ribattezzato’ Cappuccetto Blues! Spettacoli molto diversi tra loro, accomunati però da un linguaggio poetico, gaio, attento tanto al messaggio formativo quanto alla garanzia del grande divertimento sia per il pubblico dei ragazzi che per quello degli adulti!

Un Teatro per i Ragazzi è organizzato dall’Amministrazione Comunale di San Leo con la collaborazione artistica e culturale di Accademia Perduta/Romagna Teatri, che hanno condiviso la scelta artistica e stilistica di qualificare il Teatro di Pietracuta come luogo deputato alla rappresentazione del migliore Teatro Ragazzi italiano all’interno della Rete Teatrale della Valmarecchia, offrendo al contempo tante occasioni, oggi rarissime, di condivisione, interazione e crescita culturale per le tante famiglie del territorio.

GLI SPETTACOLI NEL DETTAGLIO

Il primo appuntamento vedrà protagonista del palcoscenico la compagnia de Gli Alcuni con Chi ha pescato il pesciolino d’oro? Lo spettacolo prende spunto dalla fiaba della tradizione popolare Il pesciolino d’oro, che viene utilizzata come pretesto per una nuova avventura di Idea e dei suoi inseparabili amici: il furbo Calzino (un serpentello a forma di calzino) e dell’uccellino Blublù.
L’avversaria di Idea, la perfida Maga Cornacchia, pesca il pesciolino d’oro con l’intenzione di utilizzare i tre desideri a disposizione per diventare bellissima, ricchissima e, per ultimo, trasformare in statue di neve Idea, Calzino e Blublù. La missione che aspetta la protagonista e i suoi amici è di trovare il covo di Maga Cornacchia (dove ha nascosto il Pesciolino d’oro) prima che sia troppo tardi… (sabato 18 gennaio ore 21).

La rassegna proseguirà con I tre porcellini di Tanti Cosi Progetti. I tre porcellini è un classico della tradizione inglese, la cui prima versione risale al 1843.  Da quel momento in poi si è tramandata di generazione in generazione subendo molte modifiche, al punto da perdere il suo significato originario. Ed è proprio questa prima stesura della fiaba che la compagnia utilizza per rappresentare sulla scena la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo. Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una casetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter avere più tempo possibile da dedicare ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente. Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine, riuscirà a sconfiggerlo (sabato 1 febbraio ore 21).

Sarà poi la volta di Ferruccio Filipazzi con la fiaba ‘ecologica” sull’importanza vitale dell’acqua Goccia a goccia. Le avventure di un piccolo fiume. Una storia di crescita, di iniziazione. Una goccia, due gocce, mille gocce, un fiume. Acqua trasparente, che corre, salta, si tuffa. Il fiume come un bambino. All’inizio, goccia a goccia, passo passo, i primi salti, i tuffi,  capriole… e poi le corse! Le tinche, le carpe, i lucci, come nonni pazienti, raccontano al piccolo fiume una storia piena di avventure e di colori che arriva fino al mare… (sabato 15 febbraio ore 21).

Il Teatro Invito presenterà poi la propria personale rivisitazione di Cappuccetto Rosso: Cappuccetto Blues! Due bluesman, due musicisti girovaghi, un po’ straccioni e un po’ poeti, ricordano i bei tempi andati, quelli del vecchio zio George, il grande George “Howling” Wolf, artista trasformista, in grado di camuffarsi in men che non si dica nei modi più impensati: bambina, vecchietta… Purtroppo finito male. Incidente di caccia. Ricordando i bei tempi, cantano le loro arie preferite: l’inno dei lupi, la ballata della nonna malata, il blues del cacciatore. Tutti ce l’hanno con i lupi solo perché han sempre fame: per questo sono reietti. Ma è il tempo del riscatto! È ora che si stabilisca la verità. Perciò i due lupi racconteranno la storia a modo loro. Chissà se questa volta l’arte dell’inganno darà i suoi frutti? (sabato 1 marzo ore 21)

Lo spettacolo successivo sarà Fattoria allegria, proposto dal Teatro Prova. Nina, la topina di città, viene a trovare il cugino Pino, il topo di campagna. In questa occasione scopre un mondo completamente diverso dal suo: quello della fattoria, nella quale potrà fare esperienze davvero singolari ed emozionanti. È davvero facile per Nina imparare cose nuove in tanta allegria. Tra comiche fughe dal gatto e corse tra i campi, Nina trascorrerà una delle più emozionanti giornate della sua vita. Giunta la sera, adagiata su un comodo cuscino di granturco, si addormenterà felice, circondata dalle lucciole e dal silenzio della notte (sabato 15 marzo ore 21).

A chiudere la rassegna, sabato 29 marzo alle ore 21, sarà Peter Pan della compagnia Teatro del Canguro. C’è una stanza: quella di Wendy e degli altri bambini dove a volte c’è anche una mamma che racconta storie. Lì tutto è caldo, protetto, rassicurante, forse un pò monotono. Fuori, al contrario, c’è il mondo di Peter: senza obblighi, senza regole, pieno di cose e di esseri strani e suggestivi, tutti inafferrabili perché, forse, la fantasia e l’infanzia sono proprio così. C’è il paese di Peter e degli altri “bambini perduti”: un paese che esiste solo perchè lo si vuole raccontare e perchè si ha voglia di vederlo. Un paese che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è poi così “ampio ed esteso, con seccanti distanze tra un’avventura e l’altra”…

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