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A Rimini il meeting del 'Progetto 4Power' sull’eolico off shore

Si è svolto al Rimini dal 6 all'8 Novembre il meeting del progetto europeo 4POWER, a cui partecipano, oltre la Provincia di Rimini, 11 partner di 9 diversi Stati dell'UE

Si è svolto al Rimini dal 6 all’8 Novembre il meeting del progetto europeo 4POWER, a cui partecipano, oltre la  Provincia di Rimini, 11 partner di 9 diversi Stati dell’UE, dalla Provincia di Groningen (NL) al Dundee College Industries Institute (UK); dal  Rostock Business and Technology Development GmbH (DE) al German Off Shore y Foundation (DE), passando per un istituto delle Azzorre, Malta, Corfù, una Associazione della Lituania e l’Istituto Marittimo di Gdansk (PL).
 
L’incontro, svoltosi in occasione di Ecomondo, è stato l’occasione per fare il punto sullo sviluppo dell’eolico off shore in Europa, dove sono già centinaia le turbine istallate che producono quote significative di energia rinnovabile, a costi contenuti e con evidenti vantaggi in materia di ambiente.
 
In Italia la situazione è molto più complicata in quanto ad oggi non esiste un solo parco eolico e non è solo questione di vento. Infatti molto spesso pesano le questioni amministrative legate all’iter di approvazione dei progetti.
La Provincia di Rimini, nell’incontro pubblico “Off shore wind day” ha chiesto al Ministero chiarezza sui tempi e sulle procedure, che troppo spesso frenano gli investimenti delle imprese interessate.
 
La Provincia ha, inoltre, presentato gli ultimi dati della misurazione del vento raccolti attraverso il sofisticato anemometro (Lidar) posizionato sulla Piattaforma metanifera dell’ENI Azalea B, di fronte la costa di Rimini, che i partecipanti al Progetto hanno visitato nell’ambito della tre giorni riminese (vedi foto).
L’ultima campagna anemometrica dimostra l’esistenza di un vento che soffia a una velocità media, nell’arco di un anno, di 6 metri al secondo.
Energia 2020, la società che ha acquistato e dato in comodato ad uso gratuito, l’anemometro alla Provincia, si è dichiarata soddisfatta dei dati fin qui raccolti.
 
Ora si tratta di passare alla fase di redazione di uno studio di fattibilità economico finanziario e verificare costi e ricavi. Se in mare si riuscissero a posizione pale eoliche capaci di produrre, come ipotizzato,  40 MW di potenza avremmo circa il 4% del fabbisogno di energia elettrica prodotto da questa wind farm.
 
Attraverso l’Assessore al turismo Maurizio Melucci, la Regione ha incoraggiato la Provincia a proseguire nella sperimentazione, anche in considerazione del fatto che sulla terra ferma, l’impatto delle pale risulta molto più negativo. Così come va tenuto presente che il nostro territorio consuma molta energia e quindi deve aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

 
L’Assessore all’Energia, Stefania Sabba, ha posto due questioni che vanno affrontate a livello nazionale: il tema della partecipazione dei cittadini nel processo decisionale di autorizzazione degli impianti, da definire anche legislativamente; e quello della distribuzione dei vantaggi economici prodotti dagli impianti. Nel senso che è opportuno creare un legame tra l’impianto e il territorio che lo ospita, non solo royalties ai Comuni, ma ad esempio opere pubbliche come avviene in altri Stati dell’Unione Europea, o energia (gas o elettrica) da restituire alla comunità locale.

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