Dalla Svizzera in vacanza con l’auto elettrica: "Ricarica impossibile per noi stranieri"

E' la storia di Thomas Zimmermann, arrivato in Romagna con sua moglie e le loro tre bambine

Ha pensato di venire in vacanza sulla riviera romagnola con la sua Tesla Model S, la supercar elettrica da 250 all’ora. Un viaggio dalla Svizzera a impatto zero, un vero e proprio salto nel futuro. Ma ad un certo punto l'auto aveva bisogno di energia: solo che per accedere alle colonnine di ricarica Enel occorre una tessera che si ottiene solo se si ha una domiciliazione bancaria in Italia. E così la fiammante Tesla rossa ha rischiato di restare nel parcheggio dell’albergo a batterie scariche.

E' la storia di Thomas Zimmermann, arrivato in Romagna con sua moglie e le loro tre bambine. "Per noi stranieri - racconta Zimmermann, proprietario di un albergo sulle Alpi svizzere, nel Cantone Vallese - il fatto che alle colonnine di ricarica Enel si possa accedere solo con una tessera e con una domiciliazione bancaria in Italia, rappresenta un ostacolo insormontabile. Non pretendo di rifornire la mia auto elettrica gratuitamente, ma almeno di poter pagare con una carta di credito o, al limite, con una card prepagata da comperare presso il gestore energetico”.

La tessera Enel cui fa riferimento il turista svizzero è quella cosiddetta ‘free’, ossia con pagamento secondo consumo. L’altro modo per accedere alle colonnine Enel è quello di stipulare un contratto di accesso illimitato per 30 euro al mese. Resta il fatto che non si paga “alla pompa” ma attraverso una fattura – la classica “bolletta”– che arriva a casa. Insomma, i punti di ricarica per auto elettriche della rete ufficiale sono praticamente vietati agli stranieri, seppure le nuove norme italiane imporrebbero l’uso di colonnine con sistemi di pagamento più semplici e aperti a tutti.

Zimmermann racconta il suo viaggio: “Con la mia Tesla ho più di 350 chilometri di autonomia. Per giungere a Riccione è bastato fare un paio di tappe per ricaricare l’auto, esattamente come avrei fatto con una vettura tradizionale. Ci siamo fermati in due dei punti di ricarica che Tesla ha creato in Italia, a Milano e a Modena. Sono punti di ricarica veloce: in mezzora si fa il ‘pieno’. Il tempo di un caffè, come in autogrill".  Poi il rischio di rimanere a piedi, trovando la soluzione grazie a internet: in un’azienda riminese, la Ubisol, è stato creato sin dal 2012 un punto di ricarica gratuito con accesso libero, segnalato su alcuni siti che riportano la mappa delle e-station italiane. 

Conclude il turista: "Consiglio ai miei colleghi albergatori, soprattutto qui in Romagna, di creare un punto di ricarica per auto elettriche nelle struttura. Nel mio albergo io metto a disposizione una colonnina e, almeno una volta alla settimana, c’è sempre un nuovo cliente che viene a rifornire la sua auto. Questo è il futuro, lo sviluppo corre veloce e bisogna attrezzarsi. Basti pensare che io stesso, lungo la strada, ho incontrato altri tre proprietari di auto elettriche che venivano dall’Olanda nella mia stessa situazione".

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