Rifiuti elettronici: arriva anche a Rimini il progetto europeo per il loro recupero

I primi Raee-shop sono stati realizzati lo scorso anno nell’ambito del progetto europeo Identis Weee e sperimentati con successo presso alcuni punti vendita della grande distribuzione, uno dei quali riminese

Offrire ai cittadini un servizio comodo e innovativo, recuperare materiali preziosi per le filiere produttive dell’elettronica e prevenire la dispersione nell’ambiente di rifiuti potenzialmente pericolosi; sono questi gli obiettivi del progetto Identis Weee per il recupero dei Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che aggiunge Rimini ai territori in cui è già avviata una sperimentazione unica in Europa. In questi giorni Hera, capofila del progetto, ha posizionato all'Ikea un Raee-shop, ovvero cassonetti smart in cui è possibile conferire vari tipi di piccoli Raee.

I primi Raee-shop sono stati realizzati lo scorso anno nell’ambito del progetto europeo Identis Weee e sperimentati con successo presso alcuni punti vendita della grande distribuzione, uno dei quali riminese. Oltre a Rimini, dove ora viene rilanciato, il progetto è stato avviato a Bologna, Ravenna, Casalecchio di Reno, Ferrara e poi esteso anche a Modena e Forlì-Cesena. I contenitori sono stati posizionati pure a Saragozza, in Spagna, Paese europeo partner del progetto. Avviato nell’aprile 2013, in un anno di attività Identis Weee ha permesso di raccogliere complessivamente oltre 29.000 kg di Raee, grazie all’uso dei suoi contenitori ‘intelligenti’.

Il nuovo modello realizzato dal Consorzio Ecolight in collaborazione con Hera, dispone di una bocchetta in più rispetto al modello precedente, per permettere il conferimento differenziato delle lampade a risparmio energetico. L’ampliamento dei punti di raccolta e il rinnovo dei contenitori sono fra gli obiettivi del progetto, che mira all’utilizzo e alla diffusione di un sistema che renda completamente tracciabili i Raee. Si utilizzano strumenti per la raccolta tecnologicamente all’avanguardia, utili a monitorare il percorso del rifiuto fin dal suo diretto conferimento. I nuovi contenitori contribuiranno a far crescere anche il dato riminese di raccolta Raee che lo scorso anno, nel territorio servito da Hera, ha raggiunto le 1.469 tonnellate.

L’impegno di Hera per realizzare la piena tracciabilità dei Raee - Per supportare ogni fase di Identis Weee, che coinvolge vari attori (cittadini, grande distribuzione, gestori servizio raccolta), Hera ha ideato alcuni tipi di contenitori intelligenti, voluti come oggetti semplici da utilizzare, per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini. In realtà si tratta di congegni complessi pensati per garantire la piena tracciabilità del rifiuto, da chi lo butta fino alla destinazione finale. I contenitori sono dotati di sistema di riconoscimento dell’utente e di sensori che indicano il livello di riempimento, così da programmarne con precisione gli svuotamenti; possono avere sistemi di controllo e allarme per contrastare atti vandalici e aperture improprie.

Raee-Shop: alta tecnologia a servizio dell’ambiente I contenitori utilizzati nella prima fase della sperimentazione, per la raccolta dei piccoli Raee (detti R4), fanno parte dei quattro tipi realizzati da Hera nell’ambito del progetto Identis Weee e sono tuttora collocati presso punti vendita della grande distribuzione organizzata. Nei nuovi Raee Shop posizionati in questi giorni si possono conferire, oltre ai piccoli Raee (R4), anche lampade a basso consumo, che rientrano nella categoria di Raee detta ‘R5’. Per utilizzare i contenitori basta portare la propria tessera sanitaria e seguire attentamente le istruzioni. Il corretto utilizzo dell’apparecchiatura ne garantisce anche il buon funzionamento e permette di effettuare facilmente i conferimenti.

Perché è importante la corretta raccolta dei Raee - Le apparecchiature elettriche ed elettroniche sono sempre più presenti nel nostro quotidiano, ma non tutte, a fine vita, seguono un iter corretto di conferimento e smaltimento. Secondo una recente stima operata da Remedia, uno dei principali sistemi collettivi italiani per la gestione dei Raee, potenziare il recupero di materie prime e seconde potrebbe portare, in Europa, fino a 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro. La creazione di nuova occupazione sarebbe unita al recupero di materie prime che, nel caso dei rifiuti elettronici, rappresentano un vero e proprio tesoro: l’ultimo report delle Nazioni Unite sui Raee mostra che annualmente nel mondo si producono fino a 50 milioni di tonnellate di rifiuti di questo tipo, dai quali si potrebbero ricavare, ad esempio, 320 tonnellate di oro e 7.200 di argento, ma solo il 15% di questo tesoro viene recuperato.

La ‘situazione  Raee’ in Europa, in Italia e in Emilia Romagna - Per quanto riguarda il nostro Paese, secondo  dati Legambiente, nel 2012 i Raee prodotti ammontano a 800.000 tonnellate, mentre sono circa 10 milioni di tonnellate quelli generati in Europa. In Italia la percentuale di Raee che sfugge al sistema legale di recupero arriva al 70%. Per quanto riguarda il corretto trattamento siamo invece al sedicesimo posto in Europa, con 4 kg procapite di Raee. Secondo il Centro Coordinamento Raee, nel primo semestre dell’anno in corso sono state raccolte in Italia106.533 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, dato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno (106.059 tonnellate). Certamente la crisi economica può avere inciso sulla produzione di questo tipo di rifiuto, ma l’incremento della raccolta va comunque incentivato, anche per contrastare il fenomeno della sottrazione di Raee dalla filiera di smaltimento e recupero legali- Le corrette modalità di conferimento garantiscono pure una maggior tutela ambientale: fenomeni come lo smontaggio non controllato dei Raee per la sottrazione di componenti pregiati, provocano dispersioni di sostanze nocive nell’ambiente. In Emilia-Romagna, la situazione è di eccellenza: la regione è al terzo posto in Italia per quanto riguarda la raccolta di questi rifiuti. Nel 2012, infatti, la raccolta e l’avvio al corretto recupero sono stati pari a 5,34Kg per abitante. La strada per raggiungere l’obiettivo europeo dei 14 kg per abitante al 2019 è ancora lunga e Identis Weee vuole rappresentare un contributo concreto al percorso intrapreso.

Il progetto Identis Weee ha anticipato la direttiva UE sui Raee - Il progetto europeo Identis Weee è nato per  contribuire alla corretta raccolta di questi rifiuti, con un’attenzione particolare agli R4: i piccoli Raee che spesso sfuggono ai circuiti di recupero e non vengono differenziati. Proprio perché sono di dimensioni ridotte, questi oggetti di uso quotidiano (come telefoni cellulari, calcolatrici, giochi elettronici) rischiano infatti di essere buttati nell’indifferenziato. Con la realizzazione di Identis Weee e degli strumenti a supporto è stata di fatto anticipata la Direttiva UE del 2012 sui Raee, che è entrata in vigore in Italia nell’autunno scorso. La nuova normativa prevede importanti novità, come l’obbligo imposto ai grandi distributori di garantire il ritiro gratuito dei Raee, pure di piccolissime dimensioni, anche senza il contestuale acquisto di nuovi apparecchi (il cosiddetto: ‘uno contro zero’). Proprio perché ideato per condurre i Raee a corretto conferimento e recupero, il progetto Identis Weee, che ha raggiunto ora la fase di piena sperimentazione, sarà probabilmente adottato come buona pratica dall’Unione Europea e sta suscitando l’interesse di consorzi internazionali che operano nel nord Europa.

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