Tanti riminesi alla scoperta dei segreti di termovalorizzatori e biodigestori

Tra i visitatori che hanno prenotato l'ingresso in questi primi 6 mesi dell'anno, oltre a privati e scolaresche ci sono state anche alcune delegazioni sia italiane che straniere di aziende e rappresentanti governativi

Un percorso all’interno degli impianti che gestiscono i rifiuti per scoprire da vicino il loro funzionamento e il viaggio che fanno i rifiuti una volta usciti di casa. E’ questo che propone da anni il Gruppo Hera, in particolare nei 6 termovalorizzatori e nei 6 impianti di compostaggio e/o biodigestione di Herambiente, la società del Gruppo che si occupa di trattamento e smaltimento rifiuti, presenti in Emilia-Romagna. A Coriano il termovalorizzatore ha già aperto le porte per 6 giornate, ricevendo circa 200 visitatori. Nel termovalorizzatore attraverso la combustione dei rifiuti si producono energia elettrica e termica poi immesse nella reti di distribuzione collegate ad aziende e abitazioni.

A questi si aggiungono i 175 visitatori che si sono recati in questi primi 6 mesi dell’anno al biodigestore di Cà Baldacci. Qui i rifiuti organici e gli sfalci e potature provenienti dalla raccolta differenziata vengono sottoposti a un processo di digestione anaerobica completamente a freddo (dunque in assenza di qualsiasi processo di combustione) producendo biogas, che a sua volta genera energia elettrica rinnovabile.

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Dopo una digestione di 4 settimane il materiale viene estratto dai box e avviato ad una fase di compostaggio tradizionale di 3 settimane per ottenere compost destinato all’agricoltura. L’impianto di Cà Baldacci tratta annualmente circa 40.000 tonnellate di rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata, da cui si ricavano 7 milioni di kWh annui di energia elettrica e 3.000 tonnellate di compost. In questo processo, il biodigestore è in grado di soddisfare la domanda energetica di 2.700 famiglie.

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