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Domenica, 16 Giugno 2024
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L'estate che ci aspetta, l'esperto meteo: "Giugno più caldo della norma, ma non sarà annata da record"

L'esperto meteo Roberto Nanni fa il punto in vista dell'inizio dell'estate: "Per una prova costume non ci sarà poi così tanto da aspettare"

Sebbene le proiezioni stagionali siano diventati strumenti scientifici molto attendibili negli ultimi anni, con il riscaldamento globale che avanza inesorabilmente potrebbe essere facile dare una notizia scontata. Non è facile per i modelli stagionali tener conto dell’interazione terraferma oceano, specie nel momento in cui passeremo da un regime teleconettivo di El Niño (fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale (America Latina) nei mesi di dicembre e gennaio), che ha caratterizzato il marcato surplus termico da giugno 2023 su gran parte d’Europa ad un inversione di “rotta” con La Niña, prevista proprio nel corso di questa estate.

"Per la cronaca El Niño e La Niña sono fasi opposte del ciclo naturale “El Niño-Southern Oscillation” (Enso), durante il quale le temperature superficiali oceaniche (SST, Sea Surface Temperature) della zona centrale e orientale del Pacifico equatoriale fluttuano tra valori più caldi (El Niño) e valori più freddi (La Niña) rispetto alla media di lungo termine - la spiegazione è dell'esperto Roberto Nanni, tecnico Ampro Meteo Professionisti -. Nonostante questi fenomeni oscillatori che interessano l’Oceano Pacifico centro-meridionale (Enso) non abbiano causalità dirette con la circolazione atmosferica europea (gli effetti della loro attività generano situazioni di volta in volta diversi) sono pur sempre degli elementi non trascurabili che comunque, nel caso della Niña, avrebbe ricadute marginali se non prima del prossimo inverno. Tuttavia durante gli anni di passaggio in estate da El Nino verso la Nina a livello statitistico il clima è risultato più caldo sul sud Est Europa e Medio Oriente con un alto grado di confidenza".

L’insieme dei modelli stagionali (multi-sytem seasonal forecast C3S di Copernicus) non a caso elabora questo tipo di correlazione simulando una probabilità molto alta (tra il 70% e il 100%) che l’estate 2024 al Sud Italia possa rientrare nel 20% degli anni più caldi registrati in passato. Mentre la probabilità per il resto del nostro Paese rientrerebbe tra il 50 e il 70%. Anche se sono dati da non prendere alla lettera, se ne deduce che il multi modello d’insieme mostra un crescendo di caldo, dove, ovviamente non mancheranno alcune ondate di calore.

"In particolare: giugno potrebbe risultare più caldo della norma (+0.5-2°C) soprattutto sul versante adriatico, questo a causa di ripetuti passaggi instabili provenienti da una probabile circolazione cilonica centrata sull’Europa occidentale che potrebbero interessare sopratutto il nord-ovest italiano e parte delle aeree tirreniche, riducendo le velleità anticiclonica ad affermarsi su tutto lo Stivale - spiega Roberto Nanni -. Luglio e agosto da caldo a molto caldo (+1/+2°C) su buona parte dell’Europa meridionale: questo grazie all’espansione dell’anticiclone atlantico associato però a masse d’aria subtropicali particolarmente energiche (con maggior probabilità di ondate di calore nel mese di luglio e parte di agosto) che saranno destinate a mantenere più asciutti e secchi i settori occidentali europei".

"Ad ogni modo, per una prova costume non ci sarebbe poi così tanto da aspettare. Con delle “finestre atmosferiche” potremmo goderci alcune fasi calde pienamente estive. Dal 29 maggio al 3 giugno dovrebbe farci visita l’anticiclone nordafricano che interesserà prima il sud e successivamente anche il centro. In questo caso le temperature attese al centro-sud potrebbero toccare i 32-35 gradi. Anche se, al nord, per una fiammata estiva, bisognerà attendere ancora qualche giorno".

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