Scoperta, indagine e gioco: ecco come si insegna ai più piccoli ad affrontare la vita

A Rimini si parla inglese già dalla scuola dell’infanzia, per entrare in contatto con il mondo intero

Il mondo: non un limite, ma un’opportunità. Ecco la prima lezione che andrebbe insegnata ai nostri figli. Far capire loro l’importanza di viaggiare con il corpo e con la mente, di aprirsi a esperienze e culture diverse, di ragionare in modo autonomo e con spirito critico e costruttivo, di essere sempre curiosi nell’esplorare, scoprire, conoscere e imparare.

Eppure, il luogo d’istruzione per eccellenza, la scuola, spesso non assolve, o fatica ad assolvere, tale compito, rimanendo arroccato su capisaldi ormai obsoleti, arrugginiti da decenni, se non addirittura da secoli. E questo vale sin dalle prime classi della scuola dell'infanzia fino alle medie, passando per le elementari. È infatti proprio su queste fasce d’età che si dovrebbe puntare maggiormente, per le grandi capacità di apprendimento che dimostrano i più piccoli.

A Rimini si incontrano bambini di tutto il mondo

Perla rara in quest’ottica educativa è l’International School of Rimini (ISR), una scuola dedicata proprio ai più giovani, la quale insegna ad affrontare le sfide della vita, a entrare in contatto con l’altro sviluppando l’empatia e lo spirito di collaborazione, in un mondo  in continua evoluzione come quello attuale.

L’ISR è giovanissima, anche più dei suoi studenti. È nata, infatti, nel 2018 dalla volontà dell’architetto Vanda Venturi di realizzare una scuola che potesse offrire un percorso di studi internazionale sul territorio riminese, una delle mete più gettonate in Italia da turisti provenienti da tutta Europa. Proprio per questo, la prerogativa basilare della scuola è l’insegnamento in lingua inglese, che permette ai bambini di relazionarsi con gli altri dando valore all’identità culturale di ciascuno. La dimostrazione più palese del carattere aperto e internazionale della scuola proviene dai numeri: i 35 alunni attualmente iscritti provengono da 5 diversi Paesi, con un 35% delle loro famiglie che vengono dall’estero e molti studenti che, pur avendo famiglie di origine italiana, hanno vissuto all’estero per diversi anni.

Un approccio innovativo all’educazione: il mondo è un gioco tutto da scoprire

A differenza delle altre scuole, l’ISR mostra ai bambini il mondo da prospettive diverse, utilizzando i concetti di gioco, scoperta, indagine ed esplorazione come leve per incoraggiare e stimolare sin da piccoli la relazione con l’altro e lo sviluppo della propria identità individuale e sociale. Lo fa aderendo ai programmi IB (International Baccalaureate): il Primary Years Programme, dedicato alla fascia d’età tra i 3 e i 12 anni e il Middle Years Programme, che arriva fino ai 16 anni. Percorsi di apprendimento che pongono al centro l’interesse e la motivazione del bambino e dell’adolescente, con gli insegnanti che offrono percorsi differenziati partendo dalle conoscenze e competenze pregresse di ciascuno. L’obiettivo è rendere il bambino attivo protagonista del proprio percorso educativo, attraverso la consapevolezza di essere un soggetto competente, portatore di diritti e capace.

Gli studenti si pongono di fronte al processo di apprendimento esplorando questioni globali in contesti di vita reale. Il gioco quale strumento principale di conoscenza del mondo, diventa anche un mezzo per esplorare concetti e formulare liberamente teorie. Attraverso il gioco il bambino assume un ruolo attivo nella nostra società, e si pone di fronte a un ricco ventaglio di sfide che lo stimolano a trovare connessioni pratiche tra i contenuti dell’apprendimento e il mondo reale.

Rapunzel: una fiaba per imparare a collaborare negoziando

Nella classe TG1, che accoglie bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni, l’insegnamento parte da situazioni reali per arrivare a sviluppare obiettivi didattici anche molto complessi. Uno degli strumenti educativi che la scuola utilizza a tal scopo, per esempio, è il Design Thinking. L’attività svolta a partire dalla storia di Rapunzel ne rappresenta una dimostrazione esemplare: in questo caso, infatti, i bambini hanno sviluppato insieme soluzioni creative per liberare Rapunzel imprigionata nella torre. L’esperienza è iniziata dalla lettura ad alta voce della fiaba, che ha permesso ai bambini di entrare in empatia con il personaggio, tenuto rinchiuso senza la possibilità di entrare in contatto con il mondo esterno.

I bambini, divisi in coppie, sono stati sollecitati a pensare e costruire prototipi per far scappare la povera Rapunzel, e infine a creare marchingegni in grado di arrivare al risultato sperato. Per liberare Rapunzel, i bambini hanno dovuto dimostrare le loro competenze comunicative e organizzative: esprimere le proprie idee, ascoltare le idee del/della partner, negoziarle e organizzarle in maniera logica. A questo processo mentale e relazionale, si è aggiunto poi, un esercizio pratico, in quanto i bambini si sono impegnati a costruire una torre, posizionata su un tavolino, utilizzando oggetti presenti in classe. Hanno dovuto misurare la distanza dalla torre al suolo, ipotizzando anche quanto dovevano essere lunghi i capelli di Rapunzel.

Questo ha permesso loro di utilizzare unità di misura non convenzionali, ovvero oggetti presenti all’interno della classe, ponendoli di fronte alla necessità di adottare un’unità di misura standard, per essere in grado di comunicare con gli altri compagni informazioni sulla distanza poi.

Al pari della matematica e delle lingue, dunque, all’ISR si dà particolare importanza all’educazione sociale ed emotiva, per preparare i bambini a relazionarsi con il mondo esterno, a sviluppare il pensiero critico, esprimere emozioni e vissuti personali e a scoprire nuovi mondi, nei quali hanno la possibilità di confrontarsi con la diversità attraverso il dialogo e la relazione.

A Rimini crescono futuri cittadini del mondo

Obiettivo ultimo, dunque, è educare veri e propri cittadini del mondo, che sappiano fare dell’empatia, di una visione più aperta della vita, della curiosità e del rispetto altrui i propri punti di forza. E l’ISR fa tutto questo fornendo un ambiente accogliente, inclusivo e stimolante, grazie anche a una struttura, situata proprio nel centro storico di Rimini, in Vicolo Santa Chiara 40, che conta più di 1.000 mq, dieci aule, una biblioteca, una palestra e un giardino, il tutto in grado di ospitare ben più degli alunni ad oggi iscritti.

L’ISR offre tour virtuali personalizzati per chi volesse saperne di più sull’approccio e l’offerta educativa e fare una scelta diversa ma di eccellenza per l’istruzione dei propri figli. Una scelta che insegni loro ad affrontare la vita e a camminare da soli nel mondo, liberi da pregiudizi e in grado di parlare la lingua universale del rispetto e della conoscenza.

Perché di questi valori ce n’è davvero bisogno.

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