A Mir sotto i riflettori la nuova Legge Regionale dell’Emilia-Romagna sulla musica

"A sostegno della norma - ha ricordato Mezzetti al pubblico - è già stato stanziato 1 milione di euro, 500 mila euro per il 2018 e altrettanti per il 2019"

Massimo Mezzetti

La musica è cambiata in Emilia-Romagna dopo l’approvazione, a inizio marzo, della nuova legge regionale in materia, e MIR – Music Inside Rimini è stato il palcoscenico ideale per l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti per presentare ai portatori d’interesse i nuovi incentivi previsti. Durante il convegno “Legge sulla Musica in Emilia Romagna prima in Italia”, promosso dal MEI che ha colto l’occasione per presentare la nuova edizione del proprio meeting ( dal 28 al 30 settembre a Faenza), Mezzetti ha potuto illustrare uno ad uno tutti i vantaggi per musicisti e imprenditori musicali contenuti nelle “Norme in materia di sviluppo del settore musicale”: in particolare, i nuovi incentivi a progetti di rete per far crescere i locali della musica dal vivo e dare opportunità ai giovani e alla loro creatività, formazione ad hoc per il settore musicale, con profili professionali finora non previsti e incentivi in particolare alle associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse, il sostegno alla circuitazione all’estero e l’istituzione della Music Commission, per attrarre e sostenere produzioni musicali nel territorio emiliano-romagnolo. "A sostegno della norma - ha ricordato Mezzetti al pubblico - è già stato stanziato 1 milione di euro, 500 mila euro per il 2018 e altrettanti per il 2019, col proposito di aumentare già nei prossimi bilanci le risorse destinate all’applicazione del provvedimento e alla realizzazione dei progetti".

A dieci anni dall’applicazione del Testo unico per la sicurezza sul lavoro, “il settore dello spettacolo è diventato un parametro per tutti gli altri”, perché “il processo formativo dei lavoratori dello spettacolo è di altissimo livello”: parola dell’uomo che più di tutti ha voluto il dlgs 81/2008, quel Cesare Damiano allora ministro del Lavoro e oggi ospite di un convegno sulla cultura della sicurezza promosso da DOC Servizi all’interno di MIR – Music Inside Rimini. “Non è un decreto esente da difetti, anche perché non tutte le norme sono state ancora attuate a 10 anni di distanza - spiega Damiano, che è stato anche presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati dal 2013 al 2018-, ma è uno strumento che riepiloga e innova 30 anni di leggi sul lavoro all’insegna dell’efficacia, e che ha retto nonostante i tentativi di ridimensionamento”. Dal punto di vista dei numeri, in Italia “dopo il picco proprio del 2008, c’è stato fino al 2018 un lento ma costante calo degli infortuni e incidenti sul lavoro: questo trend positivo è stato però interrotto proprio nei primi mesi di quest’anno”. Secondo Damiano, sono tre i motivi: “Il difficile coordinamento tra gli enti di controllo, la crisi che ha portato a considerare gli investimenti sulla sicurezza come un costo e anche l’aumento delle ore effettivamente lavorate”.

 Per l’avvocato Lorenzo Fantini, dirigente del ministero del Lavoro tra il 2003 e il 2013, “il testo unico è un inizio, perché la legge per noi non è un risultato ma uno strumento per raggiungere l’obiettivo: tutte le aziende devono capire, anche attraverso degli incentivi, che la sicurezza è un tema imprenditoriale, che porta risparmi e vantaggi, e non solo un obbligo. Serve più consapevolezza anche da parte del lavoratore, che talvolta ha comportamenti imprudenti, non per sua colpa ma per mancanza di procedure, di formazione e di addestramento”. Chiara Chiappa del Centro Studi Doc, moderatrice dell’incontro, ha aperto il dibattito ricordando che “per il mondo dello spettacolo il Testo Unico è una legge di sistema che ha costretto le imprese improvvisate a strutturarsi o uscire dal mercato, ed è riuscita anche a tutelare i lavoratori”.

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“Il Music Inside Rimini, alla terza edizione, mi ha stupito per la crescita che sta dimostrando, ci sono segnali molto incoraggianti, soprattutto in considerazione del periodo che stiamo attraversando in Europa”. A parlare è Claudio Formisano, presidente Cafim, Confederation of European Music Industries. “Quello che mi affascina di questa manifestazione, ma di Italian Exhibition Group in generale – continua Formisano -  è la decisa volontà di fare un investimento e di credere in un progetto molto interessante nell’ambito della musica. La fiera nel corso degli anni si è distinta e ha anche anticipato i tempi, perché ha sempre fatto dei programmi a media-lunga scadenza che hanno portato risultati. Questa nuova sfida ha sicuramente delle caratteristiche interessanti e molto propense al successo, perché il quadro europeo e il sistema del commercio stanno cambiando ed è importante che ci sia un segnale chiaro in direzione di tutta la filiera. Credo che serva una sempre maggiore comunicazione tra amplificazione, luci e strumenti musicali. È logico che questi mondi stiano insieme, e dobbiamo andare sempre di più verso questa integrazione, perché il pubblico ama provare gli strumenti dal vivo. Inoltre, la professionalità di IEG e la cultura dell’ospitalità riminese sono uniche”.

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