Riccione, "La politica amministrativa è morta e il sindaco ne trasporta il feretro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Sulla questione Cocoricò vogliamo ribadire che la vicinanza alla famiglia del ragazzo morto è senza se e senza ma; un dolore del genere non è sicuramente descrivibile, per un genitore dover partecipare al funerale del figlio è tanto lacerante quanto innaturale.

Da questo immenso dolore però, ci permettiamo, non se ne può uscire con la mera soddisfazione per la chiusura della discoteca dove la tragedia è avvenuta. Lamberto avrebbe potuto prendere MDMA sia in discoteca, sia in un parco pubblico a Città di Castello, oppure in una casa durante una festa privata.

La discoteca ha sicuramente delle precise responsabilità nel presunto mancato controllo, ma di certo la lotta alla droga oggi, da parte degli esercenti del settore, è titanica, paragonabile a voler svuotare l'oceano con un cucchiaino.

Ciò detto e chiariti principi "fondamentali" per affrontare la vicenda, vi è sul tavolo una immensa questione politica, locale, sulla quale non si può sorvolare:

Caro Sindaco Tosi lei dove era nei momenti successivi alla tragedia? Nelle ore successive, nei giorni successivi?? Un silenzio assordante ha riempito le stanze di Via Vittorio Emanuele.

Lei, caro Sindaco, avrebbe dovuto immediatamente convocare un tavolo con l'esercente (Il Cocoricò per intenderci) , nel quale avrebbe dovuto mettere i proprietari davanti (all'ennesimo) fatto compiuto, ed avrebbe avuto la forza di imporre un altro modo di fare "intrattenimento" con info point, a spese dell'esercente, atti alla sensibilizzazione e limitazione del danno droga, oltre all'obbligo di maggiori controlli.

Avrebbe dovuto fare una trattativa serrata, ed il risultato, sottoscritto da entrambe le parti, lo avrebbe dovuto portare al Questore, e, con le dovute argomentazioni, avrebbe dovuto cercare di limitare la pena per l'esercizio commerciale Cocoricò.

Volente o nolente lei è il Sindaco di tutti i Riccionesi!

Qui si parla di 200 persone senza lavoro per 4 mesi, se non a livello permanente, visto le dichiarazioni della dirigenza del locale nell'ultima conferenza stampa, e lei cosa fa??

Oggi ha rotto di nuovo il silenzio con una grande "intuizione politica": i dipendenti si cerchino un altro lavoro (TG la 7 odierno delle ore 13:30).

Ma si rende conto dell'aberrante enormità insita nella sua dichiarazione?

Lei non è l'avventore di un qualsivoglia bar Sport, ma il sindaco di Riccione.

Lei sta semplicemente abdicando al suo ruolo politico e di governo aspettando gli eventi senza cercare minimamente di tutelare una attività economica riccionese ed i suoi 200 lavoratori.

Non è chiudendo per sempre il Cocoricò che si risolve il problema droga per i riccionesi ed i turisti.

Va registrato il fatto che tra il provvedimento spegni-musica, le incredibili dichiarazioni e l'immobilismo sulla questione Cocoricò, lei sta di fatto smantellando parte delle attività economiche riccionesi in piena stagione turistica.

Complimenti!!!

Il Direttivo cittadino di Sinistra Unita

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