Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Aeroporti, Davide Frisoni: "A Forlì buone pratiche e unione. E a Rimini?"

Il consigliere comunale: "Continuo a non capire come sia possibile una tale cecità da parte dell'amministrazione pubblica e delle associazioni di categoria"

Il consigliere comunale Davide Frisoni, esponente del movimento civico "Con Rimini", interviene sull'aeroporto di Rimini e guarda "all'unità di intenti fra le città di Ravenna, Forlì e Cesena sul sistema aeroportuale del Ridolfi di Forlì".

Attacca Friosni: "Una buona politica dei territori riesce a unire le forze e fare sistema su uno degli assi strategici per la crescita del turismo e dello spostamento delle merci. Una buona pratica o come direbbero in tanti una "best practice". Che riesce a mettere insieme amministrazioni politicamente lontane ma attente al territorio. Bravi! Ma questo succede altrove e non a Rimini. L'Aeroporto Internazionale Fellini di Rimini ha tutte le carte in regola per diventare il vero hub dell'Adriatico ma da una decina di anni da noi parlarne sembra un tabù".

Prosegue il consigliere comunale: "Chi lo ha 'salvato' sembra sia diventato un nemico da evitare. Se poi ci aggiungiamo che dentro l'aeroporto c'è anche la Repubblica di San Marino allora è chiaro che diventa tutto ancora più complicato per una città come Rimini che vede nemici ovunque. Che ha fatto della disconnessione coi territori e con l'avversione all'intrapresa la sua caratteristica fondamentale, il suo "modus operandi" distintivo. Sembra quasi che tutti dal sindaco in giù non accettino il fatto che l'aeroporto esista e che sia pure in attivo nonostante oramai due anni di pandemia. E che abbia un progetto forte di sviluppo. Continuo a non capire come sia possibile una tale cecità da parte dell'amministrazione pubblica e delle associazioni di categoria, arroccati ai propri equilibri di poltrone piuttosto che essere impegnati in una visione di sviluppo della città. Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, Associazione Albergatori e tutti gli altri, battete un colpo. Non c'è nemmeno un confronto aperto su questo tema. Politici e associazioni che da anni si riempiono la bocca e i social con parole tipo comunità, accoglienza, resilienza. Io voglio parlare di ideali e smettere di parlare di sogni".

"Parlare di programmi di sviluppo del territorio, di innovazione turistica, di sviluppo industriale, di trasporto pubblico e privato e merci, di connessione tra territori, tra imprese, tra comunità. Parlare di Aeroporto e Porto Turistico. Di sviluppo di Ferrovie Adriatiche e di Autostrada Adriatica che arrivino fino a Trieste. 
Voglio parlare di nuove generazioni di imprenditori pronte a prendere in mano la città senza ideologie che ne impediscono la rinascita, lontane dalle logiche di sfruttamento. Di lotta alla malavita e al malaffare di tutti i generi. Siamo ormai in tanti a chiedere questo cambiamento lontano da logiche di potere e di gestione ideologica della città. La maggior parte dei candidati sindaci usciti fino ad oggi sui media non rappresenta questa discontinuità, per un motivo o per un altro, sono tutti legati a certi sistemi di potere.
Occorre che ognuno si senta partecipe e responsabile del pezzo di realtà che vive, mettendo al servizio degli altri le proprie capacità, i propri talenti, per costruire una città nuova, non solo esteticamente ma soprattutto eticamente. Una città dove si può vivere bene e dove di conseguenza starà bene anche l'ospite che vorrà venire in vacanza da noi. Questa sarà la forza di Rimini nel prossimo futuro, senza dover assomigliare né a Friburgo né a Stoccolma, ma "essendo" Rimini".

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