Alternanza scuola-lavoro: approvato il regolamentodalla Giunta regionale

"Il percorso però non possiamo dire che sia completo - spiega Nadia Rossi - visto che ad oggi manca la possibilità di estendere l'apprendistato agli under 18 fuori dal settore turistico-alberghiero"

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha emanato il nuovo regolamento che disciplina l’apprendistato e apre finalmente all’innovazione dell’apprendistato esteso ai giovani tra i 16 e i 18 anni. La novità è frutto dell’emendamento alla Legge comunitaria, approvata lo scorso mese dall’Assemblea Legislativa, a firma del consigliere Pd riminese Nadia Rossi. “Volevamo coprire il vulnus normativo che non consentiva ai ragazzi nella fascia 16-18 di svolgere una piccola attività lavorativa ma soprattutto educativa, nel periodo delle vacanze scolastiche; in più pensiamo che estendere l’apprendistato ai giovani possa influire anche per ridurre l’utilizzo dei voucher. Ora, con l’emanazione dello specifico regolamento, facciamo il passo che mancava e siamo la prima Regione in Italia ad averlo fatto".

"Il percorso però non possiamo dire che sia completo - spiega Rossi - visto che ad oggi manca la possibilità di estendere l’apprendistato agli under 18 fuori dal settore turistico-alberghiero”. “L’Assemblea e la Giunta si sono prese in carico e hanno portato a compimento il pezzo che compete alla politica: per estendere questa opportunità anche agli altri settori vanno chiamate in causa le parti sociali. Tale possibilità, infatti, va prevista nei contratti collettivi - puntualizza - ora è il turno di sindacati e associazioni di categoria adoperarsi per rispondere all’esigenza espressa da molti studenti ma anche da molti imprenditori locali”.

“A riguardo - commenta  Rossi - ci tengo a richiamare le mail e i messaggi che ho ricevuto nelle ultime settimane da molte persone, e soprattutto, ed è ciò di cui vado più orgogliosa, da molte ragazze e ragazzi che hanno apprezzato il nostro sforzo per adeguare la normativa regionale alle loro richieste. Esprimono disagio per non aver potuto, finora, approcciarsi ad un’esperienza lavorativa durante l’estate, con ripercussioni negative anche sulla stabilità economica delle loro famiglie”.

Si legge in una delle mail ricevute da Nadia Rossi “L’indipendenza di noi giovani, oggi come oggi, è legata purtroppo a leggi che fondamentalmente non ci tutelano. […] In questa società dove siamo stati definiti ‘bamboccioni’, in realtà, noi chiediamo a gran voce solo di avere il diritto al lavoro anche se minorenni, per arrivare a raggiungere in piccola parte un'indipendenza economica, che sia: dal pagarci un abbonamento dell’autobus, i libri scolastici, la patente del motorino o della macchina, un cellulare o più semplicemente avere i soldi per uscire la sera con gli amici senza dover gravare sempre sulla famiglia. Se tutto questo sistema cambiasse e ci venisse più incontro si creerebbe una visione di noi giovani diversa da quella attuale, nell'attesa che tutto questo cambi noi giovani non smettiamo di sperare in una società migliore.”

“Ecco - conclude - noi lo sforzo di cambiare la legge per tutelare quella parte dei nostri giovani più attiva e responsabile lo abbiamo fatto.  Ora il richiamo a fare la propria parte lo facciamo alle parti sociali. È significativo il fatto che alcune sigle, in particolare nei settori turistico e del commercio, abbiano espresso apprezzamento per la novità e riconoscano che l’iniziativa rappresenti un’opportunità per i giovani così come per le imprese”.

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