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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Amministrative a Rimini, il Pd cerca candidato di "sintesi" per evitare le primarie

Sacchetti: "ci stiamo mobilitando per mantenere la ricerca di unità nel partito", occorre cercare "confronto e sintesi, poi si vedrà"

Le primarie non sono ancora la "strada obbligata" per la scelta del candidato sindaco a Rimini del centrosinistra. Il Partito democratico, con in prima fila il segretario provinciale Filippo Sacchetti, cercherà fino all'ultimo di trovare una "sintesi" che soddisfi tutta la coalizione. Pur conscio, sottolinea all'agenzia Dire, che i tempi potrebbero essere molto ridotti. Certo non sembra un percorso facile: al momento i pretendenti ufficiali sono due, dato che dopo la presidente dell'assise regionale Emma Petitti, oggi si è messo in corsa anche l'assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad. "Sono due figure autorevoli che si sono presentate con percorsi diversi", commenta il segretario, la prima "più all'improvviso", il secondo "più dichiarato". E ora, conferma, "ci stiamo mobilitando per mantenere la ricerca di unità nel partito", e tentare di arrivare a una candidatura unitaria, con tutti gli alleati, a partire dalle liste civiche che hanno rinnovato il loro appoggio al centrosinistra. Dunque il mantra di Sacchetti rimane quello della ricerca di unità nel Pd riminese: "Possiamo riflettere insieme", insiste. Per questo verrà messo in campo un "tavolo di persone responsabili che provino a trovare in tempi brevi una soluzione". L'idea di scannarsi alle primarie non va giù a Sacchetti, occorre cercare "confronto e sintesi, poi si vedrà". Su chi possa tra i due fare un possibile passo indietro o a lato, il segretario non si sbilancia: "Vedremo al tavolo se ci saranno le condizioni per una sintesi", ribadisce, altrimenti si prenderà atto delle primarie, magari con candidati anche delle civiche e degli altri alleati.

Della partita non fa parte il Movimento 5 Stelle e pare dura trovare un possibile dialogo anche dopo la scelta del successore di Andrea Gnassi. Ma prima Sacchetti ribadisce: serve "disponibilità al confronto e a trovare una sintesi". In attesa di conoscere la data delle elezioni, con la prospettiva di un voto in primavera che si sta facendo avanti rispetto a qualche settimana fa quando settembre sembrava il mese più indicato. D'altronde, conclude Sacchetti, "viviamo uno scenario nuovo", tra pandemia e crisi di governo, "una situazione difficile".

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