Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Gnassi: "La ‘nuova’ Provincia vuole misurarsi come territorio omogeneo"

"I prossimi tre anni saranno quelli in cui si determineranno i nuovi assetti territoriali in relazione alle parti della società e dell’economia che più hanno e avranno incidenza su presente e futuro dei cittadini dell’Emilia Romagna", afferma Gnassi

Dopo la presentazione delle liste per le elezioni del 12 ottobre, il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, uno candidato alla presidenza dell'ente, apre "una riflessione sulle prospettive e i problemi che si apriranno per la ‘nuova e riformata’ Provincia di Rimini. Ente di secondo livello, e dunque non più elettivo, svuotato di competenze amministrative e di risorse finanziarie, ma nonostante ciò confermato nella sua strategica importanza in uno scacchiere regionale su cui pare torni a soffiare impetuoso il vento del ‘centralismo metropolitano’".

"Inutile nascondersi - aggiunge il primo cittadino -. I prossimi tre anni saranno quelli in cui si determineranno i nuovi assetti territoriali in relazione alle parti della società e dell’economia che più hanno e avranno incidenza su presente e futuro dei cittadini dell’Emilia Romagna. E con Bologna, per convenzione Dotta e da oggi Metropolitana per decreto, che palesemente ‘picchia duro’, l’area riminese ha quasi l’obbligo di giocarsi questa partita con un inedito slancio di comunità, superando campanilismi, corporativismi ideologici e personalismi. Su questi stessi presupposti ho aderito alla richiesta di candidarmi avanzata dai Sindaci del centro sinistra e dal gruppo dirigente del Pd".

"E in questo senso il primo quadro d’insieme che emerge dalla composizione delle liste e dalle dichiarazioni del sindaco di Bellaria Igea Marina e capolista di ‘Il Buon Governo in Provincia’, Enzo Ceccarelli, e del sindaco di Coriano, Domenica Spinelli, rappresentano una chiara e positiva consapevolezza che attraversa sostanzialmente tutti gli schieramenti: la ‘nuova’ Provincia ha l’intenzione di misurarsi come territorio omogeneo e non come somma (o sottrazione…) di singoli interessi comunali con il campo largo regionale - osserva -. Su questi stessi presupposti ho aderito alla richiesta di candidarmi avanzata dai Sindaci del centro sinistra e dal gruppo dirigente del Pd"

Per il sindaco di Rimini, "non è più tempo di contentini o promesse che finiscono in cocenti delusioni; Rimini, e più in generale la Romagna, mette sul tavolo esperienze innovative di governo di settori strategici della società attraverso le cosiddette ‘aree vaste’ che non possono essere derubricate a ‘fenomeni locali’ dall’Emilia e da Bologna. La riorganizzazione sinergica dei servizi primari (sanità, trasporti, acque) attraverso un processo di riconoscimento e condivisione delle eccellenze è un metro di misura che si chiede debba essere regionale. L’alternativa è un centralismo metropolitano muscolare che può avere la tentazione di volta in volta di piegare o indebolire i diversi territori regionali ancor di più se questi si propongono divisi. Una prospettiva questa per noi riminesi con debole presente e nessun futuro".

"La Provincia di Rimini, non si sa ancora con quali competenze e risorse, ha dunque un compito politico fondamentale e alcuni asset prioritari d’intervento: l’accessibilità/mobilità/rigenerazione urbana del territorio - continua Gnassi - i servizi sanitari; l’edilizia scolastica la piattaforma dell’ospitalità. Il metodo di governo, a mio avviso, è stato già ben esemplificato dal percorso di avvicinamento alla presentazione delle liste e dalle intenzioni espresse dalla quasi totalità dei sindaci: fare del sistema riminese un protagonista forte e che si presenta unito invece che in mini campanili, che siano essi politici o territoriali. C’è la piena volontà di condividere, collaborare, discutere al di là degli steccati, perché la competizione non è tra Comuni limitrofi ma tra sistemi territoriali”.

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