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Vent'anni dalla morte di Fellini: la Rai e il ministero si impegnano a diffondere la sua opera

Un'ampia programmazione Rai dedicata a Federico Fellini e l'impegno del ministro dei Beni culturali a diffondere all'estero il film-memoria di Ettore Scola, "Che strano chiamarsi Federico"

Un'ampia programmazione Rai dedicata a Federico Fellini e l'impegno del ministro dei Beni culturali a diffondere all'estero il film-memoria di Ettore Scola, “Che strano chiamarsi Federico”. Ha colpito nel segno l'azione di pressing svolta dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti per chiedere alla televisione pubblica e alle istituzioni di celebrare degnamente il ventennale della scomparsa del grande regista riminese valorizzandone la figura e l'opera.

Arlotti aveva presentato nelle scorse settimane interrogazioni alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero degli Affari Esteri e al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, era intervenuto in Aula e aveva avuto occasione di parlare con la presidente della Camera, Laura Boldrini, e con il ministro Massimo Bray per sollecitare la questione. La proposta del parlamentare è stata raccolta dalla Rai, che in occasione del ventennale della scomparsa di Fellini inserirà nella propria programmazione ampi spazi dedicati al maestro del cinema. Giovedì 31, giorno dell'anniversario, il canale tematico Rai Movie incentrerà l'intero palinsesto sull'opera di Fellini, trasmettendo otto capolavori del regista e i documentari “Fellini va in città” e “Rendez vous Nino Rota”. Ampio spazio al ventennale sarà dedicato anche dalle tre reti generaliste il 30 e 31 ottobre, sia con la messa in onda di film, sia attraverso i telegiornali e i contenitori di Uno Mattina e La vita in diretta. Rai Storia prevede infine uno speciale Tablet e ulteriori spazi nella rubrica Res.

Anche il ministro dei Beni culturali, Bray, ha accolto il suggerimento di Arlotti e si è impegnato a verificare, con il ministero degli Affari esteri, le modalità con cui valorizzare ulteriormente l'opera di Fellini, prevedendo ad esempio proiezioni dell'applaudita pellicola di Ettore Scola presso gli istituti di cultura italiana all'estero.

“Fellini rappresenta la più alta vetta del cinema italiano ed ho ritenuto doveroso adoperarmi affinché la televisione pubblica e il mondo della cultura italiana, nel nostro Paese e all'estero, commemorassero il geniale artista ed intellettuale riminese – commenta Arlotti -. La televisione e il cinema sono due dei veicoli più efficaci per promuovere la cultura e la conoscenza, e ricevo con soddisfazione le risposte positive della Rai e del ministero alle mie richieste. L'attualizzazione del messaggio del Maestro, bene prezioso anche per 'l'esportazione' di un Paese che non può essere conosciuto all'estero esclusivamente per i suoi travagli politico-sociali o per le vicende calcistiche, passa sicuramente e soprattutto dal lavoro di ripubblicazione delle opere del Maestro riminese da parte dei canali televisivi a diffusione nazionale, a partire dalla Rai. Così come avviene per i geni di ogni tempo, la ricorrenza rappresenta un'occasione straordinaria non solo per fare il punto sull'eredità poetica e intellettuale dell'italiano più conosciuto al mondo, ma per rilanciare a beneficio dei più giovani il tema della connessione tra futuro del Paese e modernità rappresentata dal genio creativo che è leva di uno sviluppo virtuoso e possibile”.

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