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Approvato alla Camera il jobs act, Petitti: “Flessibilità ma senza negare i diritti dei lavoratori"

La Camera ha approvato il decreto per il rilancio dell’occupazione e la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, il 'decreto Poletti'

La Camera ha approvato il decreto per il rilancio dell’occupazione e la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, il 'decreto Poletti'. "Il testo uscito dai lavori della commissione Lavoro ha recepito le proposte e le modifiche elaborate nel percorso con Cesare Damiano, presidente della commissione stessa, come sottolineato a Rimini nell'incontro del 7 aprile scorso - afferma il deputato Pd, Emma Petitti -. Il testo approvato è stato così migliorato senza stravolgere l'impianto del decreto, che vuole rendere più semplice e snello il ricorso al tempo determinato e all'apprendistato".

"L'obiettivo è creare nuova e buona occupazione e il risultato è oggi un testo di grande equilibrio, in grado di dare alle imprese buona flessibilità ma senza negare i diritti dei lavoratori, con maggiori tutele per le lavoratrici e nuove norme per conciliare la maternità - continua Petitti -. Le modifiche del PD hanno dunque migliorato il decreto Poletti con correttivi di buon senso: la riduzione del numero di rinnovi per i contratti a termine, la norma sul 'diritto di precedenza' per i periodi di maternità, l'obbligo al piano formativo scritto per gli apprendisti che corregge un errore del governo, la scelta da parte dell'imprenditore di utilizzare per l'apprendistato la formazione pubblica o privata, la trasformazione in sanzione monetaria nel caso in cui l'azienda supera il tetto del 20 per cento dei contratti a termine".

"Un Pd unito ha chiesto di modificare il decreto lavoro senza stravolgerlo, come richiesto dal Governo, e gli emendamenti del Pd sono stati proposti e sostenuti da tutti i parlamentari del partito membri della Commissione. Segno della nostra lealtà nei confronti dell’Esecutivo e della volontà di voler dare concrete risposte al lavoro - continua il parlamentare riminese -. Nonostante la Camera abbia approvato il testo con questi correttivi, non sappiamo però cosa accadrà al Senato, dove il Nuovo Centrodestra vuole ripristinare il più possibile la versione originale del decreto, a mio avviso meno tutelante".

"Alla Camera abbiamo sentito esponenti del Ncd dire che il Pd è conservatore e loro innovatori: bisogna capire cos'è l'innovazione e come si intende guidarla, perché non basta modificare l'esistente per essere bravi. Bisogna farlo bene. Ed è questo il difficile - conclude la parlamentare -. La discussione al Senato non sarà semplice, il testo che uscirà non è scontato e la posizione del Nuovo Centrodestra non è la stessa del Pd. La Camera ha fatto bene e operato con intelligenza. Vedremo se il Senato farà lo stesso”.

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