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Ausl Unica, Rimini procede sola. Vitali: "Basta con i numeri"

Il problema di fatto è, secondo Vitali, che si parla di Ausl Unica "con una sola motivazione di fondo: il risparmio, la razionalizzazione delle prestazioni

“Si può trattare un tema delicato, incidente realmente la vita quotidiana di ogni persona, dal neonato all’anziano, con le stesse logiche ‘che governano la nomina in un qualsiasi ente partecipato? Il buon senso farebbe rispondere ‘no’, la realtà, a quanto pare, non è dello stesso avviso. Continuano infatti a rincorrersi incontrollate voci, ipotesi, dichiarazioni ‘tecniche’, persino organigrammi sull’argomento Ausl unica della Romagna”. Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, entra nel vivo dell'argomento più caldo di questi giorni.

Il problema di fatto è, secondo Vitali, che si parla di Ausl Unica ”con una sola motivazione di fondo: il risparmio, la razionalizzazione delle prestazioni. Non si avanza neanche più per cortesia o ipocrisia il termine ‘ottimizzazione’: tutto finisce dentro al calderone confuso della cosiddetta ‘spending review’, insieme a Prefetture, Province, Comuni, enti inutili. Un cambiamento epocale per la vita di oltre un milione di persone, sul versante del bene più prezioso, la salute, deve avere come unica ragione di fondo la contrazione della spesa? Questa è la domanda semplice ma inevitabile alla quale i territori coinvolti, a partire da quello di Rimini, poi dovrebbero dare le rispettive risposte e avanzare i propri legittimi rilievi. Uso il condizionale perché a tutt’oggi questa strana discussione non si sa bene dove si stia svolgendo: a Bologna? A Roma? In ogni caso non a Rimini, visto che sinora nessuno incontro, formale o meno, è stato convocato per discutere la fattibilità della cosa”.

“Qui non si tratta di ‘fare del campanilismo’ o di ‘rendersi conto della situazione in cui è l’Italia’ o di ‘difendere ciecamente il proprio orticello’. No, qui si tratta di sanità, l’elemento cardine delle politiche del welfare su cui si fonda l’essenza stessa dell’Italia alla stessa stregua costituzionale del lavoro. Dunque, la tecnica e i numeri contano fino a un certo punto e vengono sicuramente dopo le esigenze vere (che sono cosa diversa dalle pretese, sia chiaro) della comunità. Quella dell’Ausl unica è ipotesi che primariamente deve essere vagliata dai territori, intesi come insiemi di istanze civiche, sociali, economiche, culturali. - continua Vitali - Sottolineo primariamente, perché l’alternativa sarebbe quella di tentare malauguratamente una fusione a freddo, calata dall’alto, dagli esiti facilmente prevedibili. E’ questo che si vuole? Si può ragionare una volta con il buon senso, senza strappi e fughe in avanti?”

“Mi permetto di aggiungere un elemento fresco di giornata, che dovrebbe contribuire a velocizzare ogni confronto. Nelle anticipazioni del decreto governativo sulla ‘spending review’, pubblicate oggi (mercoledì ndr) dalla stampa nazionale, spicca come ‘new entry’ la chiusura degli ospedali che non raggiungono i 120 posti letto. Sulla carta ne farebbero le spese 3 nosocomi su 5 nella provincia di Rimini: Novafeltria, Santarcangelo e Cattolica. E’ vero? Non è vero? Ci verrà comunicato il giorno stesso del taglio? Possiamo dire la nostra? Questo scenario apocalittico non viene prima di qualunque dibattito sul ‘conosciuto’ super manager di una Ausl Romagna? Spero che l’indiscrezione sia smentita a stretto giro di posta. Non staremo fermi ad attendere passivamente il nostro destino, nell’ambito nevralgico della vita e delle relazioni. Convocherò urgentemente la Conferenza sanitaria territoriale per mettere a punto le prime iniziative del territorio riminese”.


 

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