Ausl unica, il direttore Des Dorides a Rimini: "Serve sistema di governance"

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi ha posto l’attenzione su tre concetti fondamentali: l’incertezza del quadro nazionale, la specificità del territorio riminese, la salvaguardia delle eccellenze sanitarie locali

Si è svolta martedì mattina nella sede della Provincia di Rimini una speciale seduta della Conferenza dei Sindaci del territorio riminese, interamente dedicata all’audizione con  il nuovo direttore generale dell’Ausl unica della Romagna, Andrea Des Dorides. Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, nel dare il benvenuto al direttore Des Dorides e nel ringraziarlo per la sua disponibilità, ha sottolineato le preoccupazioni da parte del territorio riminese circa il futuro assetto del sistema sanitario locale.

“In un quadro nazionale di grande incertezza–  ha sottolineato Vitali – anche il livello locale vive un periodo di così forte cambiamento con spaesamento e tanta, tantissima preoccupazione. Cosa accadrà da ora in poi è la domanda che necessità di risposte immediate, tangibili. I territori chiedono - anche e soprattutto in un nuovo ambito di area vasta -di essere protagonisti, di poter incidere sulle scelte e, soprattutto, di avere risposte immediate sulle nuove modalità organizzative, gestionali e operative che un cambiamento di questa portata comporta. Proprio per questo è giusto, in questa e nelle sedi deputate alla discussione, confrontarci chiaramente e pubblicamente sugli aspetti più critici che emergono dai territori. Perché è nel rapporto con i territori e, per quel che ci riguarda, nella tutela delle eccellenze sanitarie riminesi e nella valorizzazione delle professionalità sulle quali il sistema locale ha tanto investito negli ultimi 10 anni, che l’Ausl Romagna si gioca faccia e credibilità”.

Des Dorides ha rassicurato i rappresentanti degli enti locali riminesi: “Siamo ancora nella fase dello start up, nei primi novanta giorni che servono per uniformare a livello tecnico, amministrativo, contabile e informatico le quattro diverse aziende sanitarie locali di partenza. Un sistema sanitario rappresentato da sedici mila professionisti che rappresentano, dati alla mano, l’eccellenza italiana. Un sistema di altissima qualità sia dal punto di vista professionale, medico, che amministrativo. Un percorso che va condiviso con questi professionisti, che devono giustamente essere protagonisti, è necessariamente complesso. Questo può essere legittimamente causa di incertezza, ma non di preoccupazioni, perché il percorso è ben avviato, condiviso, e con obiettivi chiari e tempistiche programmate. Su questi aspetti tecnici mi sento di tranquillizzarvi".

"Sul rapporto con i territori – ha proseguito Des Dorides – va detto che la portata del cambiamento è di tale complessità che rende necessario un quadro di relazione completamente nuovo. Va individuato innanzitutto quel sistema di governance che permetta ai territori di essere protagonisti; forme di decentramento sono necessarie, il rischio in mancanza di questo sarebbe un irrigidimento burocratico. Su questo dobbiamo lavorare insieme, con la consapevolezza che, come Ausl Romagna, siamo da soli il 25% della Regione Emilia Romagna; abbiamo dunque un peso ed una responsabilità molto forte, unica nel panorama regionale. È dunque nell’ordine delle cose che un sistema di questa portata va alimentato e supportato in maniera dinamica a partire dai territori di cui è espressione”.

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi ha posto l’attenzione su tre concetti fondamentali: l’incertezza del quadro nazionale, la specificità del territorio riminese, la salvaguardia delle eccellenze sanitarie locali. “Come sindaci – ha esordito Gnassi – non possiamo sentirci tranquilli. Anzi, personalmente sono molto preoccupato, mancano solidi riferimenti istituzionali a livello nazionale, a livello locale stiamo lavorando non sapendo ancora cosa sarà del nuovo assetto delle Province. I Sindaci e i Comuni stanno vivendo sulla propria pelle, in prima linea, un momento di inasprimento sociale forte. La sanità, per noi emiliano romagnoli, è si motivo di vanto e di orgoglio ma, è bene ricordarlo, anche uno degli ambiti nel quale è più forte l’attenzione e la sensibilità da parte dei cittadini".

"Il secondo tema che a noi sta particolarmente a cuore è quello relativo alle nostre particolare caratteristiche - ha aggiunto il primo cittadino -. Noi non siamo un territorio come gli altri, rappresentiamo un distretto turistico che trasforma per quattro mesi all’anno, una realtà cittadina e borghigiana, in una metropoli. Diciassette milioni di cittadini temporanei che in estate vivono e utilizzano i nostri servizi rappresentano un dato incontrovertibile di cui tenere conto: su questo attendiamo risposte forti. Siamo poi terra di confine con uno stato del tutto particolare come la Repubblica di San Marino, con tutte le dinamiche che questo implica nella gestione dei servizi del territorio".

"Ma non siamo solo un territorio con esigenze specifiche, siamo anche una realtà che offre performance sanitarie di eccellenza che vanno salvaguardate, sostenute ed implementate - ha concluso -. Eccellenza gestionale, con il costo pro capite più basso, e medica, con specializzazioni, strutture e professionisti di grandissimo livello. Per questo chiediamo che le prossime decisioni sui sistemi di governance sulla gestione delle strutture tengano in debito e prioritario conto delle caratteristiche dei territori, valorizzando nelle forme dovute le eccellenze sanitarie e professionali presenti.”.

Durante l’incontro sono intervenuti il sindaco di Cattolica, Piero Cecchini e il vice sindaco di Novafeltria, Ivana Baldinini, sottolineando come per i Comuni “assuma grande importanza la tempistica delle scelte. Dobbiamo sapere quale fine faranno le strutture sanitarie, come i presidi ospedalieri, presenti sul nostro territorio. Siamo preoccupati di mantenere l’ottima qualità del servizio pubblico inalterata anche nei territori più periferici. In questo caso, dunque, la tempistica delle decisioni è essa stessa sostanza”.

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