Bando Periferie, Rimini prepara il ricorso e una mobilitazione contro il Governo

Andrea Gnassi, non ha alcuna intenzione di mollare: "Un atto che amministrativamente si configura come una sottrazione immotivata di risorse già concesse"

Sul bando periferie, Anci e i Comuni, a questo punto, non possono che "prendere atto della decisione, nei fatti, da parte del Governo di rompere con i Comuni". Ma il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, non ha alcuna intenzione di mollare: "Prepareremo certamente il ricorso contro un atto che amministrativamente si configura come una sottrazione immotivata di risorse già concesse. E andremo avanti con la mobilitazione". Messo in chiaro questo, però, il primo cittadino riminese ha tutta una serie di sassolini da togliere dalla scarpa. "Ogni giorno che passa, si fa sempre più fatica a credere al concetto di 'istituzione'", perchè gli "impegni presi dalle massime cariche dello Stato davanti a fasce tricolori che rappresentano tutti i cittadini italiani sono, ad oggi, pari allo zero assoluto". E il bello è che "il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, si è formalmente speso con i sindaci a recuperare subito il pasticcio del decreto Milleprororoghe sul bando periferie". Però, alla prima occasione utile, in conferenza unificata ecco "l'ennesimo nulla di fatto" sul bando periferie nella conferenza unificata".

E allora se anche "il valore della parola del Capo del Governo ai sindaci si riduce a nulla, significa che sta saltando ogni relazione tra istituzioni che rappresentano prima di tutto i cittadini e non un interesse politico particolare", attacca Gnassi che poi se la prende coi parlamentari eletti sul territorio che "addirittura esultano per la cancellazione di fondi concessi, sottoscritti, autorizzati, pubblicati". Per il sindaco di Rimini questo vuol dire "che il principale compito e la principale preoccupazione non è più il bene comune, ma solo occupare una più comoda e ben pagata poltrona romana".

Detto ciò Gnassi si augura "un ritorno alla legalità e alla razionalità del rispetto di accordi", mentre "gli impegni non rispettati finora si mischiano alle bugie e alle parole usate per non dire quello che sanno tutti: la sospensione, o forse la cancellazione, dei soldi destinati a 96 progetti, 326 comuni, 20 milioni di cittadini italiani" per la riqualificazione delle aree periferiche è motivata "esclusivamente dal bisogno di fare cassa per spostare quei fondi altrove". E di fronte a questo "non c'è vergogna" e "non ci sono richieste di scusa a milioni di cittadini", ma "ci si fa "beffe di convenzioni sottoscritte e del rispetto che si concede tra istituzioni, riconoscendo pari dignità e pari responsabilità nel raggiungimento del pubblico interesse". L'impegno mancato del premier "ha pochissimi precedenti nella storia repubblicana", rincara il primo cittadino riminese. Ora "c'è chi spera che sullo scandalo del bando periferie cali la cortina del silenzio, che l'interesse venga stornato sulle Olimpiadi invernali del 2026. Il vero scandalo, la vera rottura di un patto scritto all'atto costitutivo della Repubblica italiana, fondato sul reciproco riconoscimento tra istituzioni, si sta consumando sul bando periferie", è la chiosa. 
(Agenzia Dire)

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