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Bellini: “Rimini deve diventare laboratorio per il futuro del lavoro"

In tandem come vicesindaco con il candidato sindaco Jamil Sadegholvaad per il centrosinistra alle elezioni amministrative punta a un "patto sociale che tenga insieme imprese e lavoratori alla luce della pandemia"

Chiara Bellini, in tandem come vicesindaca con il candidato sindaco Jamil Sadegholvaad per il centrosinistra alle elezioni amministrative di Rimini, interviene sul tema del lavoro. “La crisi pandemica ha messo in evidenza due temi che devono stare in cima all’agenda politica e amministrativa. A ogni livello: internazionale, nazionale e locale. Sono la sanità e il lavoro. Intersecati tra loro come, purtroppo, si è visto nei duri mesi dei lockdown e dell’Italia a colori”, spiega Bellini.

“La ripresa economica - prosegue - deve portare con sé una grande spinta verso nuova occupazione. Creare lavoro diventa necessario, indispensabile per il Paese. Il ruolo degli enti locali, dei Comuni, non è marginale. È chiaro che le politiche mainstream, prima tra tutte il PNRR, rappresentano la spina dorsale di ogni intervento strutturale sul sistema occupazionale. Ma deve essere altrettanto chiaro che le città possono affiancare e sostenere questa spinta con azioni mirate, nella sostanza e nel metodo. Rimini deve, sempre più, diventare laboratorio di un modo inedito di concepire il proprio sviluppo e il proprio futuro intorno al tema del lavoro. Innalzare la qualità degli interventi, anche pubblici, significa offrire una spinta decisiva fondamentale alla formazione di posti ad elevato impatto qualitativo e quantitativo. Qualunque sia il settore - turismo, servizi, industria, artigianato - abbiamo bisogno di politiche economiche che puntino alla qualità e alla sostenibilità, delle persone e della loro dignità, dell’ambiente, dell’economia. Tutto questo ha una condizione: la condivisione di un vero e proprio patto tra tutti i soggetti che concorrono alla creazione di ricchezza diffusa sul nostro territorio. Un patto sociale che tenga insieme imprese e lavoratori, consapevoli che la pandemia ha pesato di più su lavoratori precari e sulle donne”.

“Il nostro impegno – continua Chiara Bellini – poggerà su politiche che facilitino il dialogo tra imprese e lavoratori e le loro rappresentanze, ma che siano orientate verso il miglioramento economico e sociale. Senza questi elementi e senza concertazione, non avremmo superato la pandemia. L’impresa sana è un valore di comunità. Istituzioni e privati non possono essere soggetti ‘antagonisti’ ma, partecipando assieme alla crescita del territorio di insediamento, hanno la responsabilità di condividere e confrontarsi per il bene comune. Non solo si può fare, ma si deve fare. Rimini può rappresentare questa ‘terza via’, con una sinergia costante tra pubblico e imprese private per direzionare al meglio interventi, progetti, prospettive in modo da generare nuova occupazione e benessere. Il Comune ha l’obbligo, verso cittadini e imprese, di rendere la sua attività e le sue procedure un sostegno e non un ostacolo, garantendo efficacia nelle risposte e sostegno competente alle istanze di ogni tipo. Questa, per noi, è una priorità programmatica: un Comune che va ai cittadini e alle imprese, e non viceversa, e per questo sostiene i programmi di potenziamento degli uffici diffusi e strategici e della digitalizzazione degli atti e delle procedure. Un nuovo rapporto di fiducia si stabilisce con la partecipazione convinta di tutti gli stakeholder. Ci sono già strumenti che rappresentano sentinelle avanzate di un nuovo approccio di intendere la collaborazione tra le istituzioni e il tessuto economico locali. Penso al Patto per il Lavoro e per il Clima. Penso allo stesso Piano Strategico che ha una originale natura partecipativa, mettendo allo stesso tavolo tutti coloro i quali hanno un ruolo nel pianificare il futuro a medio e lungo termine di questo territorio. C’è già una direzione di marcia, dunque, che va percorsa con ancora maggiore determinazione negli anni post Covid. Anni, come già vediamo oggi, in cui è evidente come il lavoro stia cambiando e nulla sarà più come prima: l’intervento dell’ente pubblico, il modo di lavorare (da casa o in azienda e ufficio), l’impatto della sicurezza sanitaria sul posto di lavoro. Non sono elementi marginali o estemporanei e quindi destinati a scomparire in fretta. Sono una frontiera inedita che ci chiamano a risposte nuove. Ma abbiamo bisogno che queste risposte siano condivise e discusse, abbattendo barriere di ogni tipo. Lo dobbiamo a Rimini”.


 

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