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Bilancio Regione, Lombardi (Pdl): "Allarmismo sui tagli"

Marco Lombardi (Pdl) nella relazione di minoranza ha in particolare criticato l’aspetto “conservatore” di un bilancio regionale 2012

A dispetto degli “allarmismi” sui tagli lanciati dalla Giunta regionale con motivazioni “strumentali” e superati dalla presenza di un governo tecnico, Marco Lombardi (Pdl) nella relazione di minoranza ha in particolare criticato l’aspetto “conservatore” di un bilancio regionale 2012 “difficile, ma che – ha detto - consente ancora una gestione tranquilla, visto che aumentano e non diminuiscono le spese”. A suo giudizio, infatti, “anziché enfatizzare i tagli, necessari per rispettare i parametri di finanza pubblica, andrebbe messo in evidenza che le somme a disposizione della Regione per il 2012 sono nel complesso praticamente le stesse del 2011, anzi superiori. Ai cittadini – ha detto - non interessa da dove arrivano i soldi ma quanto la Regione ha a disposizione per scopi istituzionali”.

Secondo l’analisi del consigliere, facendo un raffronto su dati omogenei riferiti ai bilanci preventivi del biennio precedente (sottratto l’avanzo di amministrazione), si può notare che il calo delle risorse che pure c’è stato ammonta a 14 milioni euro rispetto al 2010 e a 47 milioni rispetto al 2011. "Per cui – ha commentato - se aggiungiamo che sulle Regioni grava un tetto di spesa decrescente, ci accorgiamo che questa riduzione oltre ad essere prevista è sopportabile”.

Quando parla di 390 milioni di euro di tagli oltre ai 30 milioni del fondo sociale la Giunta mente? “Ovviamente non dicono una bugia - ha affermato il relatore di minoranza - ma raccontano solo una parte di verità, quella che interessa loro per propaganda politica, perché evidentemente la relazione è stata scritta prima della tregua del Governo Monti; ma poiché oggi il clima è cambiato, e siamo tutti più sinceri ed obiettivi, credo potranno convenire con la mia impostazione”.

Per quanto poi riguarda le spese correnti operative previste (10.421 milioni di euro), Lombardi fa ancora notare come dal raffronto con gli anni precedenti emerga un continuo aumento, di questa posta e che anche il prossimo anno “la Regione avrà a disposizione per il suo ‘core business’ 200 milioni in più dell’anno precedente e non mi pare un segnale preoccupante. Al contrario  - ha osservato - mi sembra di poter dire che i tagli dei trasferimenti statali sono evidentemente compensati da altre maggiori entrate". Guardando agli stanziamenti previsti per gli assessorati, il relatore ha inoltre fatto notare che sulla somma complessivamente prevista per il 2012 che ammonta a 13,525 miliardi di euro anche togliendo la parte relativa alla sanità rimangono disponibili oltre 4 miliardi di euro. “Questa enorme mole di risorse viene allocata con una pedante continuità con il passato, quasi come se il mondo da cinque anni o cinque mesi a questa parte non fosse cambiato”.

“Di fronte all’incendio che sta interessando il Mondo, l’Europa e l’Italia, il nostro bilancio – ha continuato - è esattamente e drammaticamente uguale nella sua impostazione a quello degli anni precedenti”, mentre sarebbe stato il caso di prevedere magari solo per un anno qualche “provvedimento shock, per provare a dare un vero impulso almeno all’economia nazionale”.


Nel formulare quindi un giudizio di merito negativo sul provvedimento complessivo, Lombardi ha osservato che le Regioni sane come la nostra hanno ampie possibilità di manovra e potrebbero fungere da contrappeso economico anticiclico per contribuire a combattere e superare la crisi. “Viceversa, - ha detto - avendo praticato in questi anni una strategia di bilancio più tesa a contrastare il precedente Governo che a sostenere la crescita, oggi che il “nemico” non è più a Palazzo Chigi il bilancio regionale rende evidente la sua portata anacronistica, rispetto ad una realtà che dovrebbe vedere tutte le Istituzioni di questo Paese tirare dalla stessa parte. In questo – ha concluso - vedo un pericolo anche per il futuro, perché quando per troppo tempo ci si è abituati a guidare con il freno a mano tirato si diventa incapaci di correre quando la gara contro la crisi lo richiederebbe”.

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