Bonaccini: "Ridurre al massimo le occasioni che generano rischio"

Il governatore dell'Emilia-Romagna approva il Dpcm e ribadisce: "Dove si apre un problema sul territorio bisogna intervenire tempestivamente"

"Mi pare sia stata una comunicazione corretta, adeguata alla situazione che sta vivendo il Paese". Lo dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna a proposito del nuovo Dpcm, illustrato dal premier Giuseppe Conte. Bonaccini osserva: "La penso come Conte. Salvaguardare scuola e lavoro è la priorità. Proprio per questo è necessario ridurre al massimo le occasioni che generano maggior rischio. Laddove questo comporti un sacrificio, ad esempio per alcuni pubblici esercizi, è indispensabile intervenire subito con misure di ristoro, perché anche quello è lavoro. Il rimbalzo del Pil ci sarà quanto più riusciremo a frenare i contagi e a tutelare la produzione". Alla domanda se ci saranno lockdown potrebbero essere innanzitutto regionali. Il governo chiede ai governatori di prendersi le loro responsabilità, siete pronti a varare ordinanze impopolari? Bonaccini risponde: "Lo dice a uno che ha istituito la prima zona rossa comunale a Medicina, nel Bolognese, e le prime zone arancioni per le intere province di Piacenza e Rimini. Dove si apre un problema sul territorio bisogna intervenire tempestivamente, io non mi sono mai tirato indietro né ho atteso che altri decidessero per me. Mi pare corretto, anche in questo caso, aver definito alcune limitazioni nazionali omogenee e aver previsto contemporaneamente la possibilità per le Regioni di intervenire più puntualmente, con misure più stringenti, su specifici problemi locali". In merito all'ipotesi coprifuoco e sul Mes Bonaccini precisa invece: "Il coprifuoco non è all'ordine del giorno e le Regioni hanno avanzato proposte molto puntuali e selettive che il governo ha accolto. Nello schema di bilancio varato ci sono stanziamenti importanti per la sanità, va dato atto a tutto l'esecutivo e al ministro Speranza. Io le risorse del Mes le prenderei al volo per finanziare il potenziamento della nostra rete sanitaria e ospedaliera. Se non ora, quando? Vedo un blocco ideologico, e io ideologico non lo sono per nulla. Dunque ribadisco che il Mes servirebbe eccome".

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