Bonus centro estivo, Petitti: "Una risposta concreta alle madri che lavorano"

Dalla Regione oltre 450mila euro per le famiglie riminesi, il Presidente dell’Assemblea Legislativa: "Un aiuto che arriva in un momento difficile"

Con il nuovo stanziamento da 6 milioni di euro per sostenere le famiglie nel pagamento delle rette dei Centri Estivi, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato un totale di 456.797 euro ai Comuni della Provincia di Rimini in modo da aiutare quei genitori che lavorano e allo stesso tempo non possono contare su aiuti esterni, in particolare in questo delicato momento. Per il terzo anno consecutivo la struttura regionale propone così un contributo fino a 84 euro a settimane (per un massimo di 4 di frequenza) alle famiglie residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e con un reddito Isee annuo entro i 28 mila euro.

“Si tratta di un progetto iniziato tre anni fa e pensato per aiutare le famiglie più in difficoltà, venendo incontro in particolare alle madri che lavorano e quindi fanno più fatica - dichiara Emma Petitti, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna— L’obiettivo è promuovere dunque un servizio che da un lato favorisce la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, e dall’altro contribuisce alla socialità e l’apprendimento dei ragazzi. Si tratta di 6 milioni provenienti dal Fondo Sociale Europeo, il principale strumento finanziario con cui l’Europa e le Regioni investono sulle persone e sul lavoro. E che, come Emilia-Romagna, utilizziamo in maniera sistematica per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini, delle imprese e dei territorio. Questa copertura, quest’anno, dato il complicato periodo che stiamo attraversando, assume un valore ancora più importante. Le famiglie hanno bisogno di avere le Istituzioni al loro fianco e i più giovani di riprendersi i loro spazi di socialità e libertà, dopo mesi di chiusura forzata in casa. I centri estivi, in questo, giocano un ruolo centrale”

Il contributo che verrà erogato concorre alla copertura della rata di frequenza settimanale del servizio estivo, nel limite di 84 euro a settimana, per un massimo di 4 settimane, (o una durata maggiore nel caso in cui il costo settimanale della retta sia inferiore a 84 euro), fino al raggiungimento dell’importo massimo di euro 336 per figlio. Come per lo scorso anno, anche nel 2020 i contributi vengono concessi alle famiglie (anche affidatarie) che intendono iscrivere i loro bambini e ragazzi di età compresa tra 3-13 anni alle attività estive e sono composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna. 
Altro requisito per ottenere il contributo è il limite di reddito Isee annuo entro i 28 mila euro. Possono chiedere il bonus anche le famiglie nelle quali anche un solo genitore sia in cassa integrazione, mobilità, impegnato in compiti di cura oppure disoccupato purché partecipi alle misure di politica attiva del lavoro definite dal Patto di servizio (strumento utilizzato dai centri per l'impiego per formalizzare un accordo con disoccupati ed occupati sul progetto per l'inserimento lavorativo o la partecipazione ad un percorso formativo).

A causa dell’emergenza causata dal Coronavirus, è stata disposta la sospensione della "Direttiva regionale per organizzazione e svolgimento dei soggiorni di vacanza socioeducativi in struttura e dei centri estivi” approvata dalla Regione nel 2018, alla quale è subentrato il protocollo regionale per la riapertura in sicurezza dei servizi. Un protocollo al quale i Comuni e Unioni di Comuni, impegnati nel completare l’avvio dei bandi, dovranno attenersi per individuare i Centri estivi pubblici e privati (associazioni, cooperative, parrocchie e altri Enti religiosi). I soggetti gestori dei Centri estivi oltre ai requisiti richiesti nelle scorse edizioni del progetto (tra tutti, la presenza di un progetto educativo), dovranno inoltre garantire l’accoglienza di tutti i bambini richiedenti, fino ad esaurimento dei posti disponibili, e dei bambini disabili certificati, in accordo con il Comune di residenza, per garantire le appropriate modalità di intervento e di sostegno.  

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Dopo la chiusura del bando, i Comuni stileranno l'elenco dei Centri - pubblici, gestiti cioè direttamente dal Comune, e privati accreditati - aderenti al progetto. Successivamente i Comuni potranno ricevere le richieste di contributo: i genitori dovranno scegliere uno dei Centri inseriti nell’elenco comunale e la richiesta dovrà essere fatta presentando la dichiarazione Isee. Spettano al Comune l’istruttoria, il controllo dei requisiti e la successiva compilazione della graduatoria delle famiglie individuate come possibili beneficiare del contributo, fino ad esaurimento della disponibilità finanziaria. Nel 2019, secondo anno di realizzazione del progetto, hanno aderito tutti i 38 Distretti della regione e nella seconda annualità i Centri che hanno partecipato al progetto di conciliazione sono aumentati rispetto al 2018: complessivamente 1.292, 125 in più.  I bambini e ragazzi che hanno beneficiato dei contributi regionali sono stati oltre 20.300 (13.040 del 2018).

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