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Franchigia per i frontalieri: trovato l'accordo per il bonus fiscale

L'emendamento "salva-franchigia” proposto dai deputati Sergio Pizzolante (Fi-Pdl) e Tiziano Arlotti (Pd) è stato inserito nel maxi-emendamento alla legge di stabilità

L'emendamento "salva-franchigia” proposto dai deputati Sergio Pizzolante (Fi-Pdl) e Tiziano Arlotti (Pd) è stato inserito nel maxi-emendamento alla legge di stabilità. "A decorrere dal 1 gennaio 2014 .- esordisce l'emendamento - il reddito da lavoro dipendente prestato all'estero in zona di frontiera o in altri paesi limitrofi al territorio nazionale, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, da soggetti residenti nel territorio dello Stato italiano, concorre a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 6.700 euro".

La trattazione in commissione Bilancio della Camera dell'emendamento che stabilizza la franchigia per i lavoratori frontalieri, presentato dal Governo e fatto proprio dal relatore, segna il compimento di un percorso cominciato nel 1997, quando con i colleghi ho iniziato a combattere l'ingiustizia che colpiva gli italiani che prestano la propria opera oltreconfine", afferma Arlotti.

"Una battaglia continuata negli anni, fatta di interventi e sollecitazioni affinché i governi che si sono succeduti trovassero una soluzione ai problemi dei frontalieri - chiosa l'esponente democratico -. A maggior ragione oggi, in qualità di deputato, ho continuato a battermi e a lavorare per dare una risposta alle attese di oltre 11.000 lavoratori frontalieri residenti in Italia e alle loro famiglie (dei quali circa 5.500 impiegati a San Marino). E' grandissima la soddisfazione per essere riusciti per la prima volta a inserire il provvedimento nella Legge di stabilità, superando un iter difficile in cui solo qualche centinaio di emendamenti, tra le migliaia presentati, sono arrivati a buon fine".

"Si chiude così positivamente una partita importante che pone fine ad una grave ingiustizia", aggiunge il deputato Pd, il qale ricorda "che i frontalieri sono stati costretti, quest'anno, a pagare la seconda rata di acconto Irpef per il 2014 calcolata sul 100% dell’imponibile, senza poter tenere conto della franchigia e dovendo spesso ricorrere per questo a prestiti bancari. Per arrivare a questo traguardo sono stati inoltre importanti due passaggi strategici. Il primo, la ratifica dell'Accordo contro le doppie imposizioni fiscali, con il Protocollo aggiuntivo che impegna precisamente l’Italia a definire la franchigia per i lavoratori frontalieri. Il secondo, l'approvazione a larga maggioranza alla Camera della mozione che impegna il Governo a ripristinare la franchigia".
 
Ora, conclude Arlotti, "vediamo i frutti dell'ottimo lavoro di squadra portato avanti insieme ai comitati dei lavoratori frontalieri a Rimini e a Ventimiglia, alle organizzazioni sindacali, al Csir e alla Csu della Repubblica di San Marino, a cui vanno i miei sentiti ringraziamenti. Adesso lo sguardo va rivolto oltre. La mozione approvata alla Camera prevede che con legge ordinaria si metta mano all'intera materia relativa allo status del lavoratore frontaliero, sia di natura previdenziale, sia sanitaria, sia assistenziale, e ai relativi diritti dei cittadini residenti in Italia che lavorano all’estero, a prescindere dal Paese in cui prestano opera".

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