Borgo Marina, Lombardi (PdL): "Spostare il centro islamico"

In questo momento di grave crisi economica e di pericoloso sfaldamento di quel tessuto sociale che ha garantito una corretta convivenza all’interno della nostra società anche locale, il problema dell’immigrazion

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

In questo momento di grave  crisi economica e di pericoloso sfaldamento di quel tessuto sociale che ha garantito una corretta convivenza all’interno della nostra società anche locale, il problema dell’immigrazione e del rapporto con il “diverso” in generale rischia veramente di esplodere.

Ecco perché, convinto di rappresentare la stragrande maggioranza del PDL e del suo Gruppo consiliare, mi ostino testardamente a lanciare appelli, per la verità sin’ora inascoltati, tesi ad individuare alcuni punti di convergenza tra maggioranza ed opposizione per provare a risolvere concretamente alcuni problemi importanti per i cittadini, ridando dignità alla politica senza dover ricorrere ogni giorno, inutilmente, le derive più populistiche.

La situazione insostenibile di Borgo Marina e conseguentemente il problema del Centro Islamico, non può essere rimandata.

È vero che la liberalizzazione voluta da Bersani, dimenticandosi di Hera e degli altri monopoli pubblici, ha investito la rete commerciale e quindi i negozi, ma gli strumenti per verificare se un internet point può vendere anche la carne, o se un altro può distribuire alcolici a qualsiasi ora, ci sono e sono in capo agli Uffici Comunali.

Allo stesso modo, un presidio costante della Polizia Municipale potrebbe senza dubbio attenuare l’idea di abbandono che i cittadini per bene ,italiani o stranieri che siano, avvertono ogni giorno.

In questo contesto si inserisce la presenza del Centro Islamico dove numerosi fedeli si recano a pregare aggiungendo disagio a disagio, e vivendo loro stessi in condizioni di grande disagio.

Oggi apprendiamo che, con grande disponibilità, anche il Presidente del Centro Culturale Islamico  auspica il trasferimento in altri locali e quindi non possiamo perdere l’occasione per affrontare il problema di comune accordo e senza strumentalizzazioni.

Il Centro esiste già e quindi non si tratta di costruire una nuova moschea, ma trovare un luogo idoneo dove trasferirla. Su questo noi ci impegniamo a fare la nostra parte dando suggerimenti ed evitando strumentalizzazioni.

A chi governa però spetta il compito di  proporre in tempi rapidi, le soluzioni più idonee che noi valuteremo attentamente nell’interesse della città, essendo evidente a tutti che il trasferimento del Centro Islamico da Via Giovanni III costituirà il primo importante passo per restituire ai residenti la possibilità di vivere in quel luogo con i minori disagi possibili.
 

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