Calano i reati a Rimini, Sadegholvaad: "Non siamo l'Eden ma nemmeno il Bronx"

L'assessore alla sicurezza commenta i dati dei primi due mesi del 2016 diffusi dalla Questura

Il primo bilancio della Questura di Rimini ha evidanziato come, nei primi due mesi del 2017, i reati risultano in calo sia in città che nell’intera provincia di circa il 23%. Nello stesso periodo, inoltre, gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato 37 persone e altre 153 sono state denunciate a piede libero. A commentare questi dati è stato l'assessore alla Sicurezza del comune di Rimini che ha spiegato come “A nome dell’Amministrazione Comunale voglio esprimere il più sincero ringraziamento alla Polizia di Stato per il grande lavoro in cui è impegnata e che ha permesso nei primi due mesi del 2017 di registrare un sensibile calo dei reati denunciati rispetto allo stesso periodo del 2016, con una flessione omogenea in città e in Provincia che si aggira sul 23%. Dati elaborati e resi noti ieri dalla Questura di Rimini che confermano un trend di diminuzione ormai costante nella nostra provincia, sia per numero di reati complessivi denunciati, sia in rapporto alla popolazione. Sono numeri concreti: tra gennaio e febbraio sono calati rispetto all’inizio del 2016 i furti con strappo, quelli negli esercizi commerciali, i reati legati alla droga e i furti in abitazione, calati in provincia dell’11%. Risultati veri, tangibili, dovuti al potenziamento dell’attività di controllo, di presidio e di intervento messo in campo dalla Polizia riminese e della strategia che coinvolge tutte le Forze dell’ordine, con il coordinamento della Prefettura. Risultati che allo stesso tempo stridono in maniera netta con l’allarmismo dilagante su tutti i territori italiani, quello riminese compreso".

"Sgombriamo immediatamente il campo dai fraintendimenti - ha però sottolineato Sadegholvaad - nessuno oggi vuole dipingere Rimini come l’Eden, i problemi esistono e sono sotto gli occhi di tutti, i problemi di un’area metropolitana per molti mesi all’anno. La provincia di Rimini è vulnerabile, al pari di ogni media e grande area italiana costretta a fare i conti con crisi e i fenomeni ad essa connessi. Ma non si può e non si deve confondere la realtà con la percezione della stessa. E’, a tal proposito, un fatto che non può essere smentito come nel 2015 in provincia siano stati denunciati meno reati che nel 1996, quando peraltro il territorio provinciale ancora non comprendeva i sette Comuni della Valmarecchia: 28.688 reati nel 1996 distribuiti su 20 comuni, 26.136 reati nel 2015 a fronte di una popolazione di 27 comuni. Così come un fatto, e il dato fornito ieri dalla Questura sui primi due mesi del 2017 ne conferma il trend, che nell’area riminese dal 2013 ad oggi si assiste a un continuo e progressivo calo di denunce dei reati".

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"Non siamo l’Eden, non siamo il Bronx - conclude l'assessore - e non è sempre vero che ‘il meglio è passato’ da questo punto di vista. L’obiettivo principale di istituzioni e forze dell’ordine è quello di rendere sempre più efficace e tempestiva l’attività di presidio e di intervento a tutela dei cittadini, ristabilendo anche una corretta percezione della sicurezza del territorio. A tal proposito, nei prossimi mesi, ed entro l’anno in corso, l’Amministrazione provvederà ad installare altre trenta telecamere di videosorveglianza in città, azione condivisa con le forze dell’Ordine e con la Prefettura in sede del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, strumentazione utile per avere un maggior controllo della città e importante anche come deterrente. Questo intervento di prevenzione e di presidio del territorio dovrà però essere supportato da uguale sostegno e supporto da parte privata, in particolare per quanto riguarda possibili interventi di videosorveglianza ad integrare quelli pubblici, come peraltro già previsto nel protocollo ‘Mille occhi sulla città’ sottoscritto in Prefettura e a cui, nonostante gli impegni presi in quella sede, non è stato dato seguito”.

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