Campo nomadi, il Comune di Rimini pronto ad accogliere l'aiuto di Salvini

"Il comune seguirà istituzionalmente questo percorso per ogni confronto riguardante l’interesse della comunità riminese"

Dopo l'offerta di aiuto del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha proposto il suo interesse per trovare una soluzione al campo nomadi di via Islanda, il Comune di Rimini si dice possibilista nell'accettarla. “Raccogliamo la disponibilità del Ministro degli Interni nel supportare il lavoro di questa amministrazione nel superare, attraverso un progetto rispettoso al millimetro delle leggi e dei parametri fissati da UE, Italia ed Emilia Romagna, la vergogna di un campo nomadi non autorizzato, pericoloso e fatiscente attraverso un concreto programma di integrazione - spiega una nota di palazzo Garampi. - In un Paese normale, la disponibilità delle istituzioni verso altre istituzioni dovrebbe essere/sarebbe la normalità che non fa notizia. Evidentemente oggi, in Italia, così non è, oramai abituati a esponenti di governo a qualsiasi livello che sopra il vestito istituzionale indossano la casacca del proprio partito o schieramento, neanche più celando dietro cortine retoriche la prevalenza di interessi del secondo sul primo. Il risultato civile più che politico di tale ‘confusione di ruoli’ è un clima generale ostile a iniziative di integrazione per il ripristino di condizioni lecite, perché sbatacchiato da innumerevoli strumentalizzazioni anche istituzionali, poco interessato al ‘problem solving’".

"La disponibilità del Ministro - prosegue il comunicato stampa diffuso dall'amministrazione comunale - che è la disponibilità dovuta da un uomo delle istituzioni al di là della bandiera di partito, evidenzia come su questa e su ogni altra tematica si debba agire secondo le leggi, l’interesse pubblico e la dignità delle persone, rispettando il principio costituzionale che non discrimina nessuno in base all’appartenenza, al sesso, alla religione. Nel caso specifico illustreremo volentieri al Ministro il senso di una iniziativa che sta dentro il solco delle leggi europee, italiane e regionali e vuole risolvere un problema storico di questa città in piena coerenza con disposizioni legislative ad ogni livello, sancendo allo stesso modo diritti e doveri da parte delle sei famiglie aderenti. Niente campi nomadi piccoli o grandi, nessuna via Islanda con quella immagine indecente di campo, ma un’integrazione vera fondata su soluzioni unifamiliari, diffuse sul territorio, con pagamento del canone di locazione e la sottoscrizione di un patto/contratto la cui violazione porta a una revoca del diritto concessorio. Abbiamo detto che questa è la sola, unica soluzione concreta per mettersi alle spalle un contesto di degrado e trasformare una situazione pericolosa per chi vi abita e fuori da ogni legge in una prospettiva di inserimento sociale e civile. Crediamo che una volta spiegato nel dettaglio, ogni uomo che rappresenta le istituzioni e i cui riferimenti siano le leggi e l’interesse della comunità, non potrà che convenire su un percorso che tende a richiedere e a rispettare regole precise da ognuna delle parti coinvolte. Se il Ministro supportasse una procedura già incardinata, saremmo soddisfatti nella misura, come abbiamo accennato prima, che questo in un Paese civile dovrebbe essere la normalità e non l’eccezione. Se invece così non dovesse essere (e ovviamente l’auspicio è che questo non sia), e tutto ciò diventasse l’ennesima palestra per scontro reciproco e propaganda politica, prenderemmo atto che verremmo meno al nostro dovere di donne e uomini delle istituzioni che onorano il Paese e la patria, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Tutto ciò premesso, è chiaro che le istituzioni dialogano e si confronto nelle sedi e con i canali ufficiali. In tal senso il comune di Rimini seguirà istituzionalmente questo percorso per ogni confronto riguardante l’interesse della comunità riminese, che presuppone un coinvolgimento del livello governativo. Nel caso specifico, con il coinvolgimento anche della Regione Emilia Romagna, alla cui legge e progetto d’integrazione il Comune di Rimini ha aderito”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale della Lega, Matteo Zoccarato, che ha dichiarato: “Ora Gnassi non ha più scuse. Ci sentiamo ripetere ossessivamente da due anni che le microaree sono l’unica soluzione per l’agognato smantellamento del campo nomadi di via Islanda, ma oggi il sindaco può imboccare altre strade. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha infatti offerto a Rimini un’occasione imperdibile, si è infatti messo a disposizione della città, offrendo la propria collaborazione per trovare soluzioni alternative alle microaree”.

“Gnassi - aggiunge Zoccarato - ora si trova di fronte due opzioni: sedersi a un Tavolo di lavoro con il ministero dell’Interno per individuare nuove soluzioni più eque e funzionali, oppure respingere l’apertura del ministro, dando ragione al suo proverbiale orgoglio che già tanti danni ha provocato ai riminesi. Noi crediamo che la prima strada sia la migliore e la più funzionale a raggiungere risultati condivisi. Temiamo, tuttavia, che Gnassi non senta ragioni e continui a testa bassa sul progetto politico/ideologico delle microaree, incapace di ascoltare le richieste dei comitati di residenti e di confrontarsi con le opposizioni. Un progetto, quello delle microaree, che viene da lontano. Siamo infatti venuti in possesso di un reportage girato direttamente nel campo di via Islanda nel 2009, nove anni fa, dopo l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine. Ebbene, i nomadi intervistati parlavano già di microaree attrezzate, addirittura sei anni prima dell’approvazione della legge della Regione Emilia-Romagna che ha dato il via libera a tutta questa storia. Tutto ciò conferma che la decisione di realizzare le microaree è datata, senza tuttavia che ne sia stata fatta parola ai riminesi o citata in campagna elettorale. Ma di più insinua anche il sospetto che la soluzione microaree sia stata adottata sotto pressione dei residenti del campo di via Islanda e non tanto dietro lo stimolo della normativa regionale. Insomma, uno scenario davvero confuso che andrebbe chiarito una volta per tutte”.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Riapre un supermercato storico della Riviera: 78 lavoratori e un investimento di 4 milioni

  • Cachi: il frutto che aiuta a combattere la stanchezza

  • Terremoto in mare, epicentro individuato davanti alla costa riminese

  • Il mondo della notte piange la scomparsa di Giancarlo Montebelli

  • Nuova ordinanza regionale, si allarga la rete dei negozi aperti nei festivi. Restrizioni fino al 27 novembre

  • Disse "mare di merda" sui social, arriva il decreto di condanna per diffamazione nei confronti di Rimini

Torna su
RiminiToday è in caricamento