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Canoni pertinenziali, Petitti: “Lavoreremo per il riordino entro il 15 maggio"

“Si sana dunque un errore di una norma iniqua e non un illecito – conclude Petitti - e si definisce finalmente un termine per rivedere l'insieme di canoni"

'Con la legge di stabilità è stata finalmente affrontata una questione che riguarda circa trecento imprese che, tra quelle che utilizzano strutture 'di difficile rimozione', hanno visto il proprio canone subire aumenti molto consistenti, sino al 1500/2000%, a differenza del complesso delle altre imprese del settore; questo per effetto di una normativa contraddittoria ed evidentemente iniqua”. E' quanto afferma il deputato PD riminese Emma Petitti, oggi alla Camera per l'approvazione della Legge di stabilità che, tra le varie norme, risolve finalmente la questione dei canoni pertinenziali.

“Sappiamo infatti che ci sono imprese che pagano poche centinaia di euro e altre diverse migliaia (mediamente 55/60.000 euro all'anno). Per una parte di loro i 'maxi-canoni' comporterebbero la chiusura certa dell'attività, che porterebbe con sé anche l'abbandono delle strutture, difficilmente ricollocabili con quei costi. Nel frattempo si è sviluppato un forte contenzioso, con risultati incerti per la pubblica amministrazione”. “I canoni per le concessioni di stabilimenti balneari e spiagge vanno sicuramente rivisti – aggiunge la parlamentare -: ci sono situazioni ridicole per il valore bassissimo dei canoni stessi. Le spiagge ed il terreno su cui si trovano le strutture di servizio alle spiagge sono beni pubblici preziosi, chi opera in essi deve dare allo stato la giusta remunerazione per l'utilizzo di quei beni, deve investire per dare qualità sia ai luoghi sia al servizio offerto, deve renderli fruibili per tutti i cittadini”.
 
La norma introdotta nella legge di stabilità prevede in particolare il riordino di tutta la materia entro il 15 maggio 2014. A tale proposito verrà votato oggi alla Camera l'ordine del giorno presentato da Emma Petitti che impegna il Governo a rivedere in tempi brevi la normativa che regola il comparto turistico balneare, confrontandosi con le associazioni rappresentative del settore e rivendicando in Europa il riconoscimento della specificità delle imprese italiane; i procedimenti giudiziari concernenti il pagamento dei canoni e degli indennizzi per l'utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze possono essere definiti con una rateizzazione del 60% dell'importo in sei rate annuali o con un pagamento in unica soluzione del 30%.

“Si sana dunque un errore di una norma iniqua e non un illecito – conclude Petitti - e si definisce finalmente un termine per rivedere l'insieme di canoni: operazione che dovrà portare nelle casse dello stato e degli enti locali risorse aggiuntive, recuperate in modo equo e corrispondente al valore reale del bene dato in concessione”.

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