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"Cartelle pazze" e contribuenti in difficoltà per la crisi, Arlotti (Pd) chiede interventi urgenti

Il deputato PD chiede quindi al ministro di intervenire per prevedere una riduzione significativa delle sanzioni irrogate dall'Agenzia delle entrate e stabilire una franchigia per importi minimi, “misure che aiuterebbero in particolar modo le micro e piccole imprese"

Ridurre le sanzioni fiscali e stabilire una franchigia per gli importi minimi, aumentare il numero di rate per dilazionare i pagamenti, rendere più efficienti gli uffici in modo da procedere all'iscrizione al ruolo solo dopo che i contribuenti hanno ricevuto comunicazione delle irregolarità commesse, e per evitare di inviare bollettini o peggio “cartelle pazze” ai contribuenti che hanno già saldato i debiti. Sono le richieste che il deputato riminese Pd Tiziano Arlotti avanza in un'interrogazione al ministro dell'Economia e finanze, Fabrizio Saccomanni, per sostenere cittadini, imprese e professionisti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità, che si trovano a dover fare i conti con l'Agenzia delle entrate.

“Il decreto del Fare è intervenuto in tema di riscossione con una serie di misure finalizzate ad aiutare i contribuenti – ricorda Arlotti -, ma la normativa introdotta non interviene sulla determinazione delle somme inviate all'Agente della riscossione, con la conseguenza che le somme iscritte a ruolo sono aggravate di sanzioni e interessi irrogate dall'Agenzia delle entrate. Non solo le procedure di regolarizzazione delle posizioni previste dall'Agente di riscossione e quelle dell'Agenzia delle entrate si differenziano per alcuni aspetti sostanziali, ma accade anche
che contribuenti ignari si vedono spesso recapitare cartelle esattoriali emesse dall'Agente di riscossione con l'iscrizione a ruolo di imposte non pagate maggiorate dagli interessi di mora alle sanzioni al 30 per cento dell'Agenzia delle entrate, senza avere la possibilità di beneficiare della delle riduzioni previste nei trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Fino al caso delle «cartelle pazze», con richieste di pagamento di cifre irragionevoli molte volte dovute al solo fatto che il sistema informatico dell'Agenzia delle entrate non acquisisce rapidamente i versamenti effettuati in ritardo”.

Il deputato PD chiede quindi al ministro di intervenire per prevedere una riduzione significativa delle sanzioni irrogate dall'Agenzia delle entrate e stabilire una franchigia per importi minimi, “misure che aiuterebbero in particolar modo le micro e piccole imprese e i liberi professionisti con regimi agevolati – evidenzia Arlotti - a superare il momento di difficoltà dovuto alla crisi economica”. L'interrogazione sollecita inoltre una complessiva riforma del sistema dell'accertamento e della riscossione, invitando nel frattempo a prevedere la possibilità di aumentare il numero di rate della dilazione quando il contribuente si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in grave difficoltà legata alla congiuntura economica. Arlotti chiede infine di adoperarsi per procedere all'iscrizione a ruolo e all'applicazione della sanzione piena solo dopo che i contribuenti hanno ricevuto le comunicazioni di irregolarità, e per fare in modo che gli uffici provinciali dell'Agenzia delle entrate non inviino richieste di pagamento ai contribuenti che hanno tardivamente saldato i debiti.

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