Asili, il M5S: "Il Comune e la Regione giocano allo scaricabarile"

Martedì mattina la Giunta ha risposto ad un question time in Assemblea Legislativa presentato dalla consigliera regionale del M5S sul caso riminese

“Mentre Regione e Comune continuano il gioco dello scaricabarile, il progetto di privatizzazione dei servizi dell’infanzia a Rimini andrà avanti producendo un impoverimento, oltre che dei servizi, anche delle condizioni lavorative di chi sarà impiegato negli asili”. È questo il commento di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, dopo che martedì mattina la Giunta ha risposto ad un question time in Assemblea Legislativa presentato proprio dalla consigliera regionale del M5S sul caso riminese.

"La risposta che abbiamo ricevuto dal sottosegretario Rossi non è altro che l’ennesimo tentativo da parte del Pd, sia in Regione che a Rimini, di prendere in giro i cittadini - spiega Sensoli -. Da un lato, infatti, la Giunta dice che non ha gli strumenti per poter imporre ai Comuni un modello di gestione dei servizi per l’infanzia ma poi proprio con la legge che è in questi giorni in discussione in Commissione delinea un piano operativo che diminuisce tutele e qualità del servizio offerto, per esempio eliminando il rapporto numerico operatori-bambini. Ecco perché, a nostro avviso, delle linee guida e di indirizzo si possono e si devono dare sempre che dietro a tutto questo atteggiamento non ci sia la volontà di spianare la strada a privatizzazioni o coinvolgimento diretto nella gestione dei servizi alle solite cooperative”.

Particolarità, quello di voler scaricare ogni responsabilità sull’esterno, comune anche all’amministrazione comunale di Rimini: "Troviamo davvero scandaloso che l’assessore riminese alla scuola pochi giorni fa abbia dichiarato ai genitori che quella delle esternalizzazioni sia una strada obbligata visto che non è possibile procedere a nuove assunzioni - conclude Sensoli -. Forse l’assessore mente sapendo di mentire, oppure non conosce la materia che dovrebbe gestire, visto che come tutti sanno nella legge di stabilità è prevista una disposizione che dice esattamente il contrario. Meglio che resti in ufficio a studiare, piuttosto che fare volantinaggio fuori dagli asili. Ecco perché non è accettabile che i cittadini siano continuamente presi in giro". 

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“Sulle scelte di gestione degli enti locali, come il Comune di Rimini citato, la Regione non può intervenire direttamente”, ha risposto il sottosegretario alla presidenza, Andrea Rossi, precisando che indipendentemente dalla tipologia di gestione, rimane un punto fermo: “il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa regionale”. Agli stessi comuni- ha poi precisato- competono sia la verifica del rispetto del capitolato d’appalto, sia la vigilanza e il controllo su tutti i servizi. Per quanto invece concerne la qualità dei servizi, la Regione- ha ricordato- da anni sostiene due livelli di formazione: da una parte definendo assieme al coordinamento pedagogico territoriale le tematiche di indirizzo ai servizi e dall’altra sentendo gli operatori rispetto ai fabbisogni. Gli aspetti dei contratti di lavoro- ha infine precisato Rossi- “è bene sottolinearlo con forza, non sono in nessun modo di competenza regionale, pur essendo auspicabile un progressivo avvicinamento dei contratti per quanto concerne orari di lavoro e retribuzioni”.

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