Cella di Sant'Antonio, Frisoni: "Salviamola dal degrado, meglio che il Comune venda"

L'interrogazione del consigliere comunale Davide Frisoni: "Se fosse possibile propongo una raccolta fondi cittadina per la restituzione nelle mani dei Frati Minimi dei Paolotti"

"La cella di Sant’Antonio lasciata nel degrado, tanto vale che il Comune di Rimini la venda", Va dritto al punto il consigliere comunale Davide Frisoni, da poco uscito dalla maggioranza, e adesso nelle fila di Rete Civica, che giovedì sera presenta un’interrogazione sul monumento che commemora il “miracolo della mula” di Sant’Antonio da Padova in piazza Tre Martiri, a Rimini.

"La Celletta di Sant’Antonio di Piazza Tre Martiri – scrive Frisoni – è un monumento che ricorda il luogo in cui avvenne il “miracolo della mula”, uno dei miracoli più conosciuti della storia di Sant’antonio da Padova, insieme a quello della predicazione ai pesci, al quale è dedicata la Festa del Ponte dei Miracoli organizzata dalla associazione omonima. La storia di questo monumento è di lunga data e non senza momenti drammatici dovuti a eventi naturali e in ultimo al passaggio del fronte dal quale ne uscì quasi indenne per la cura che i cittadini ebbero nel proteggerlo. Ma ancor più danno lo sta facendo il nostro disinteresse attuale”.

Frisoni spiega di essere venuto a conoscenza solo utlimamentoe che il proprietario di questo “monumento religioso” è il Comune di Rimini. "Non so quali siano le circostanze per le quali questa celletta sia entrata a far parte del patrimonio comunale, ma sicuramente all’epoca non si sarebbe immaginato questa totale incuria che tristemente la contraddistingue.
Da anni associazioni e privati chiedo di mettere mano al restauro, offrendosi anche come interlocutori e propositori per un intervento. Questa presenta molte problematiche dal punto di vista strutturale e decorativa. Le pietre utilizzate nell’ultimo restauro dopo un terremoto, sono di origine sammarinese che notoriamente oggi sappiamo essere molto friabile. In effetti, ed è sotto gli occhi di tutti, quel restauro rappresenta la parte più consumata del monumento, che ne sta mettendo in pericolo la struttura".

Continua Frisoni: "Questo fa parte del “patrimonio edilizio” e storico della città e non ci sono economie per poterlo mantenere e manutenerlo, come accade per tanti altri immobili di proprietà del Comune. Il centro storico non può perdere anche questo pezzo unico di storia per un totale disinteresse. La preoccupazione è enorme vista la facilità con cui il patrimonio viene dimenticato e abbandonato a se stesso. In un dialogo con la Soprintendenza fatto un mese fa, ho già concordato quale dovrà essere l’iter necessario. Indagini scientifiche, valutazione sui materiali costruttivi e tipo di intervento di restauro. Sarà utile anche la messa in sicurezza degli arredi interni così come occorrerà fare indagini sulle pareti per verificare la presenza di possibili affreschi. Il consolidamento della struttura e del bellissimo portale in bronzo e la realizzazione di un impianto elettrico interno a norma e una nuova illuminazione esterna più adeguata all’importanza del monumento e dell’evento che lo ha generato".

Fatte nella sua interrogazione chiede pertanto che: visto il disinteresse del Comune verso questo bene per il quale sembra non avere nessun valore, vorrei sapere, questo bene è possibile acquistarlo? Se la risposta è positiva, vista l’impossibilità del Comune di poter dare soluzione al suo restauro, quale valore economico gli viene attribuito?; Chiedo all’ufficio patrimonio di attivarsi subito per dare un valore economico affinché si possa procedere al più presto al salvataggio del nostro monumento; chiedo per ultimo, di far fare una valutazione dei costi di restauro:

Infine, "Se si evidenziasse la possibilità di acquisto e/o di restauro, propongo di valutare la possibilità di una raccolta fondi cittadina di cui mi farei promotore per la restituzione nelle mani sicuramente più attente dei Frati Minimi dei Paolotti".

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