Donne e lavoro: botta e risposta al vetriolo tra Emma Petitti e il sindaco Spinelli

Il primo cittadino: "Confonde il ruolo politico con quello istituzionale. Dov'era quando dal suo partito mi hanno attaccata come donna e non come amministratore?"

Il Comune di Coriano non ha partecipato con alcun progetto al bando regionale dedicato alle Donne e al lavoro. A commentare la questione è stato nei giorni scorsi il gruppo Insieme per Coriano. Un intervento a cui il sindaco Domenica Spinelli aveva rispondo sottolineando che il bando fosse uno "spot elettorale". Parole che hanno infiammato l'assessore regionale al bilancio Emma Petitti. "È avvilente che ci sia chi per giustificare la sua mancata partecipazione al bando regionale su donne e lavoro debba screditare ed etichettare come 'spot'  il sostegno della Regione Emilia-Romagna all’occupazione femminile e al welfare aziendale".

"Mi viene da pensare che vi siamo ragioni legate più a motivi propagandistici, piuttosto che al merito dell’iniziativa in sé - prosegue Petitti -Trovo pericolosa, nonché dannosa per tutti, la tendenza di questi tempi a mettere l’interesse personale davanti al bene comune. Ma chiudo questa parentesi. Definire questo bando un intervento da campagna elettorale significa dimenticare tutto il lavoro che come Regione abbiamo svolto in questi anni sul tema donne e lavoro. Consapevoli della sua rilevanza sul piano etico e sociale e allo stesso tempo del suo enorme potenziale economico, ne abbiamo fatto da sempre una priorità della nostra agenda politica, dal Patto per il Lavoro alla promozione e valorizzazione della responsabilità sociale di impresa, dai numerosi bandi sulle pari opportunità alle politiche di welfare e conciliazione, dal bilancio di genere allo smart working. Per le pari opportunità abbiamo investito oltre 11 milioni di euro e con questo bando finanziato 42 progetti, di cui 6 nel riminese, un risultato importante per la nostra provincia che ci parla di un tessuto attivo e sensibile. Oggi siamo una delle regioni con il più alto tasso di occupazione femminile, oltre 10 punti superiore alla media nazionale, con oltre 85 mila imprese femminili. Non è un caso penso, ma il frutto appunto di una grande attenzione sul tema e un corollario di misure e interventi volti a favorire l’ingresso e la permanenza femminile nel mercato del lavoro e percorsi di carriera paritari con l’obiettivo di raggiungere una completa parità tra donne e uomini nel mondo produttivo e più in generale nelle famiglie e nella società. I risultati di cui oggi ci possiamo fregiare sono merito di un costante lavoro portato avanti in sinergia su più livelli: Regione, Province, Comuni, Associazioni… Sulle politiche di genere esiste un principio di collaborazione tra realtà diverse e integrazione delle politiche che la Regione Emilia-Romagna conosce bene e ha fatto suo da tempo".

La risposta del sindaco Spinelli

"Il commento dell’assessore regionale Petitti verso la mia persona ed il mio ruolo non lascia spazio ad interpretazioni. Come sempre voler confondere il ruolo istituzionale con quello politico è ormai una consuetudine per lei. Ricordo all’assessore che quando si amministra bisogna avere ben chiaro il confine tra ruolo politico e ruolo istituzionale e ricordo che i soldi pubblici sono di tutti i cittadini e non solo di una parte. “Avvilente” forse è il suo modo di interpretare le istituzioni e lo dimostra la sua presenza durante la campagna elettorale a fianco dei candidati PD e civici mascherati da PD e delle associazioni locali quali Rompi il silenzio come avvenne a Coriano nel maggio 2017. Il tema del ruolo della Donna è un tema troppo sensibile e se davvero si ha a cuore le donne, il loro ruolo ed i loro diritti non si può predicare bene e razzolare male, ad esempio mai ho sentito alzare la sua difesa nei miei confronti quando persone del suo partito hanno pensato bene di attaccarmi in qualità di donna e non di amministratore".

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Riteniamo che l'impegno regionale e locale sulla salvaguardia delle differenze di genere sia importante e vada preservato a tutti i livelli. Lo dimostra l'impegno in termini economici e di interventi che vanno nella direzione della conciliazione dei tempi di vita e cura per le famiglie e che il nostro territorio finanzia ormai da anni. Benissimo ha fatto la provincia a partecipare al bando regionale, presentando un progetto trasversale in collaborazione con il privato sociale e gli enti di formazione, riappropriandosi della sua funzione di ente di secondo livello che promuove interventi che hanno una ricaduta su tutto il territorio e sui piccoli comuni in maniera uniforme.  Soprattutto quando le risorse sono limitate è importante non disperderle al fine di dirottarle verso interventi che abbiano un impatto significativo. Proprio l'analisi dei bisogni emergenti ci ha spinti, in modo responsabile, a lasciare spazio alla provincia per la partecipazione al bando al fine di finanziare la realizzazione di eventi di sensibilizzazione.  I comuni sono chiamati a dover realizzare interventi più strutturali, di lungo periodo, come le attività pomeridiane di aiuto compiti, i centri estivi, anticipo e posticipo scolastico, che nel tempo consentano alle famiglie di organizzarsi e pianificare le proprie scelte potendo contare su un supporto pubblico consolidato e non temporaneo perché legato a bandi che assegnano finanziamenti per un limitato periodo di tempo. Va invece valorizzata la costituzione di fondi, come quelli costituiti negli anni per i centri per le famiglie, per gli sportelli contro la violenza di genere. Che consentono di intervenire in modo significativo verso un cambiamento culturale che richiede tempo e una progressiva acquisizione di consapevolezza, non solo da parte delle donne, ma da parte di tutto il tessuto sociale. 

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