Politiche agricole, tra reddito dei lavoratori ed emergenze climatiche: la riforma che verrà

Un incontro con Emma Petitti e Paolo De Castro. "Le sfide sono quelle del reddito degli agricoltori, che è ancora inferiore ai salari del resto dell'economia"

Politica agricola comune: la riforma che verrà. E' un tema di stringente attualità per il comparto agricolo del territorio riminese quello che verrà approfondito mercoledì a Coriano insieme a Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ed Emma Petitti, assessora della Regione Emilia-Romagna e candidata capolista PD alle elezioni del 26 gennaio. 

Appuntamento alle 20.45 nella sala Isotta del teatro CorTe per un incontro pubblico organizzato appositamente per gli imprenditori, le aziende e le associazioni di categoria del settore. Si parlerà di tutela del made in Italy, protezione dei consumatori, sostegno alle imprese agricole, educazione alimentare e lotta agli sprechi.

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“Le sfide sono quelle del reddito degli agricoltori, che è ancora inferiore ai salari del resto dell’economia – evidenzia Emma Petitti -; la volatilità di questo reddito con una instabilità dovuta ai mercati, ma anche al crescente numero di problemi e di emergenze ambientali; il cambiamento climatico; la sostenibilità ambientale; il ricambio generazionale; la semplificazione del sistema e la sua modernizzazione. Come Emilia-Romagna ci siamo mobilitati per chiedere il rafforzamento del bilancio della Pac e il riconoscimento del fondamentale ruolo delle Regioni, in particolare per quanto riguarda la gestione dei fondi dello sviluppo rurale. No al taglio del budget Ue e a qualsiasi ipotesi di un ritorno alle singole politiche agricole nazionali, sì alla difesa e al rafforzamento dell’autonomia delle Regioni nella definizione e attuazione degli interventi a favore delle imprese agricole, in particolare per quanto riguarda la gestione dei fondi per lo sviluppo rurale. I nostri obiettivi prioritari anche per la nuova Pac saranno valorizzare la specificità dei diversi sistemi produttivi, promuovere la qualità delle produzioni e la sostenibilità ambientale, sostenere la ricerca e l’innovazione; semplificare e velocizzare le procedure burocratiche. Tutto ciò per dare risposte più mirate e puntuali alle esigenze dei territori e tutelare in maniera più efficace il reddito delle aziende agricole, difendendo la possibilità di decidere a livello periferico come spendere al meglio le risorse avute in assegnazione da Bruxelles”.

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