Coronavirus e imprese, la Lega: "Dalla Regione solo briciole"

Montevecchi: "Da Bonaccini meno di un terzo dei fondi stanziati dall'Abruzzo

"Come è possibile che Regioni ben più piccole e con un Pil di gran lunga inferiore a quello dell’Emilia-Romagna arrivino a stanziare risorse ben maggiori di quanto fatto sul nostro territorio? Emblematici, a questo proposito sono i dati della Regione Abruzzo che, con un Pil di cinque volte inferiore a quello emiliano-romagnolo, ha messo a disposizione delle imprese abruzzesi interventi per 55 milioni di euro a fronte dei 16,5 milioni stanziati della Giunta Bonaccini".

E' quanto chiede in un'interrogazione il Gruppo regionale della Lega E-R, sulla base di una rilevazione effettuata dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” (edizione di lunedì) nel quale viene tracciata una disamina degli interventi che le diverse Regioni stanno mettendo in campo per sostenere le imprese ed i professionisti colpiti dalla crisi legata alle misure di distanziamento sociale per combattere l’epidemia Covid-19.

"Dall'articolo del Sole-24 Ore si evince che la Regione Emilia-Romagna si colloca all’ultimo posto, fra le undici Regioni italiane a statuto ordinario prese in considerazione, per quanto riguarda gli stanziamenti regionali ad imprese e professionisti del territorio".

"I 16,5 milioni di euro messi in campo sino ad ora dalla Giunta per l’accesso al credito e le garanzie sui finanziamenti delle banche derivano da fondi provenienti dallo Stato e non ancora utilizzati. Tant'è che nulla ancora ha fatto l’amministrazione regionale utilizzando fondi propri, neppure scegliendo di ricorrere alla leva del credito d’imposta sulla fiscalità di competenza” – attacca il capogruppo leghista Matteo Rancan.
Altre Regioni, oltre che sul fronte dell’accesso al credito, hanno predisposto anche strumenti originali dai quali si potrebbe trarre spunto, a titolo meramente esemplificativo: la Campania ha messo a disposizione 80 milioni di euro come contributo una tantum come “bonus per i professionisti”; il Friuli Venezia Giulia ha investito 7,5 milioni di euro per mettere in campo uno strumento che si affianca al credito d’imposta previsto in campo nazionale per il pagamento dei canoni di locazione delle categorie C1, C2, C3 e A10; la Liguria è intervenuta anche sul fronte del commercio con 5 milioni sul fronte del sostegno agli investimenti, 1,7 milioni per il sostegno al circolante per le imprese della somministrazione di alimenti e bevande e altri 1,7 milioni per ambulanti, cultura e spettacolo; la Lombardia ha messo 18 milioni su commercio e rigenerazione urbana; il Piemonte 7 milioni per contributi alla liquidità.

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“L’inerzia con la quale la Giunta sta seguendo l’emergenza certamente non fa ben sperare in ordine alla capacità di questa maggioranza di saper adeguatamente sostenere lo sforzo del nostro sistema economico nel momento della ripartenza” pungono i consiglieri del Carroccio. Pertanto – chiedono - se la Giunta regionale si sia accorta della situazione di difficoltà che sta vivendo il nostro sistema economico e se, alla luce di ciò, intenda abbandonare l’attuale politica dei “proclami” per iniziare ad assumere provvedimenti in linea, per quanto attiene agli stanziamenti, con quelli assunti dalle altre grandi Regioni italiane procedendo attraverso una severa rimodulazione della propria spesa?”
“Quali e quante risorse “proprie”, ovvero al netto di finanziamenti statali od europei, intenda mettere in campo anche attraverso il ricorso alla leva del credito di imposta sulla fiscalità regionale” scrivono nell'atto ispettivo Matteo Rancan, Daniele Marchetti, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Emiliano Occhi, Stefano Bargi, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli, Fabio Bergamini, Maura Catellani, Michele Facci, Matteo Montevecchi, Valentina Stragliati e Simone Pelloni.
 

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