Coronavirus, Petitti: "La scuola non può essere la Cenerentola della società. Servono risposte certe"

"Siamo alla ripresa e abbiamo tutti la consapevolezza che dobbiamo farci carico di evitare la terza ondata di contagi e velocizzare il più possibile le vaccinazioni", evidenzia Petitti

"Rientro in aula, risposte certe e vaccini". Questi i tre elementi necessari per la ripartenza delle scuole secondo Emma Petitti, presidente dell'assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. "Siamo alla ripresa e abbiamo tutti la consapevolezza che dobbiamo farci carico di evitare la terza ondata di contagi e velocizzare il più possibile le vaccinazioni a partire dal personale sanitario, alle persone anziane a tutti coloro che svolgono una funzione pubblica prioritaria - esordisce l'esponente dem -. Sulla riapertura della scuola servono risposte chiare e certe: le famiglie, i ragazzi e lo stesso personale scolastico devono potersi organizzare con preavviso, senza questo fastidioso “stop and go”".

"La questione sulla scuola, lo sappiamo, non è di certo semplice, ma bisogna tenere in considerazione i rischi e le difficoltà che si ingenerano nelle famiglie se non si danno loro indicazioni precise - prosegue Petitti -. In un momento di incertezza, come istituzioni, non possiamo permetterci di aggiungere ulteriore caos, con questo continuo rimbalzo delle date di riapertura dei plessi. Ogni scelta va organizzata con cura: le lezioni in presenza necessitano di un sistema dei trasporti efficiente e un adatto tracciamento che permetta una identificazione precoce dei contagi, a partire da tamponi rapidi di massa; la didattica a distanza, invece, prevede che tutti gli studenti abbiano una connessione internet tempestiva che funzioni. La scuola è il luogo di crescita e di formazione dei ragazzi, in cui si sviluppa la loro consapevolezza civica, in cui si stuzzica la loro sete di sapere e in cui prende forma il nostro futuro".

"Non possiamo permetterci di far passare il messaggio che sia qualcosa di rimandabile e secondario, all’ultimo posto dell’agenda politica - continua Petitti -. Ed è per questo che bisogna fondere tutte le energie per far sì che le ragazze e i ragazzi tornino, il prima possibile, a fare lezione in classe e non più soltanto davanti a uno schermo, controllando tutte le variabili in campo e predisponendo una programmazione coordinata, attraverso un lavoro di squadra tra istituzioni, aziende di trasporto, sindacati, prefetti, enti locali e mondo della scuola. In Emilia-Romagna in questi mesi abbiamo provveduto a mettere in circolazione nuovi mezzi - in aggiunta alle corse ordinarie - e abbiamo rafforzato la macchina dello screening, dei test sierologici e dei tamponi per evitare la creazione di nuovi focolai ed evitare un ritorno tra i banchi confuso e problematico, cercando di individuare i soggetti asintomatici".

"Proprio alla luce di questo ritengo sia fondamentale mettere al centro delle priorità anche la somministrazione del vaccino al personale scolastico e al corpo docente già a partire dalla fase 2, quindi da marzo, in modo tale da tutelare la sicurezza di chi lavora nelle scuole e di tutti gli studenti, tutelando la salute collettiva di una moltitudine di persone e famiglie - conclude -. La scuola non è la Cenerentola della società: dobbiamo dimostralo con i fatti. Rientro in aula, risposte certe e vaccini".

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