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Covid-19 e morti nelle case di riposo, Pecci (Lega): "Il nostro allarme era fondato"

Marzio Pecci, capogruppo della Lega, chiede chiarezza sulle morti - 45 - da covid-19 nelle case di riposo

"I dati diffusi dalla Prefettura di Rimini confermano che il nostro allarme era fondato". Marzio Pecci, capogruppo della Lega, chiede chiarezza sulle morti - 45 - da covid-19 nelle case di riposo. Pecci ricorda che "era il 2 aprile 2020, quando segnalavamo la situazione del Valloni. Ed è molto triste sapere che chi avrebbe dovuto e potuto intervenire, per ridurre i decessi, non l'abbia fatto. Per questo credo sia giusto affermare che ora è arrivato il momento di conoscere come si sono svolti i fatti, se ci sono responsabilità e di chi sono. L'età media dei deceduti non interessa, a noi interessa la vita umana, la dignità della persona e la protezione della persona anziana che, notoriamente, è la più vulnerabile, fisicamente e psicologicamente".

Pecci ricorda che il 6 aprile era stata inviata al direttore della Ausl Romagna, Marcello Tonini, "la richiesta di consegnare ai Capigruppo del Consiglio Comunale di Rimini copia della Circolare inviata ai sindaci ed alle Rsa della situazione esistente in quel momento e che linee dettava. Il direttore dell'Ausl non ha mai risposto e intanto la strage dei decessi continuava ed il prezzo maggiore lo hanno pagato le persone indifese e facilmente vulnerabili".

Prosegue Pecci: "Nelle case per anziani ad esempio al Valloni sappiamo che il contagio è partito dal centro diurno", chiedendosi "se sono stati rispettati i protocolli" e "se il personale, all'apice del contagio, fosse equipaggiato dei necessari dispositivi di protezione". "Abbiamo sollecitato gli organi di controllo, dall'Ispettorato del lavoro, all'Ufficio di Igiene, fino alla Procura della Repubblica, affinchè si attivassero per accertare quanto segnalato pubblicamente - conclude -. Noi crediamo che qualcuno ne debba rispondere. Abbiamo il diritto di sapere come sono andate le cose".

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