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"Criminal minds", il Pd: "Le forze dell'ordine vanno sostenute"

Il segretario provinciale del Pd, Emma Petitti, commenta così gli esiti della clamorosa operazione della Guardia di Finanza di lunedì

"I numeri dell'operazione 'Criminal minds', e i quasi due anni occorsi per condurre le accurate e approfondite indagini da parte della Guardia di finanza di Rimini, mostrano che i tentacoli della criminalità organizzata si sono insinuati anche nel nostro territorio e in alcuni segmenti nell'economia locale. Ma dimostrano anche che grazie all'ottimo lavoro delle forze dell'ordine è possibile reciderli ed estirparli". Il segretario provinciale del Pd, Emma Petitti, commenta così gli esiti della clamorosa operazione della Guardia di Finanza di lunedì.

"Questo lavoro va più che mai sostenuto da parte dell'intera società, che deve dare un colpo di reni contro la pervasività dell'illegalità. Il tessuto sano deve denunciare ed espellere gli elementi devianti - evidenzia Petitti -. Lavoro nero, evasione fiscale e contributiva, ricerca del guadagno facile, contribuiscono a creare un terreno fertile per affari illeciti. E in un simile terreno possono aprirsi più facilmente brecce per la criminalità organizzata, naturalmente attratta da un territorio tradizionalmente ricco e dinamico come quello riminese".

"A metà dicembre avevo rinnovato l'appello per l'istituzione di un'agenzia della Direzione investigativa antimafia in Emilia-Romagna e proprio una settimana fra il ministro Anna Maria Cancellieri ne ha annunciato l'attesa costituzione - ricorda il segretario provinciale del Pd -. Ora auspichiamo che, come promesso, arrivino rapidamente i fondi che consentiranno di dare attuazione concreta all'Osservatorio provinciale antimafia. Accanto alle iniziative istituzionali, occorre continuare a promuovere e diffondere sempre di più la cultura della legalità fra i cittadini".

"Come Pd - continua Petitti -. siamo consapevoli di avere un ruolo importante in questo senso. Un'educazione che parte dai nostri circoli, che rappresentano il primo contatto con i cittadini e possono essere al contempo preziose “antenne” per captare fenomeni di illegalità e tentativi di infiltrazione malavitosa sul territorio (penso ad esempio all'incontro sulla sicurezza organizzato recentemente dal circolo di Miramare). Cittadini, partiti, associazioni, istituzioni, forze dell'ordine, ognuno in base al proprio ruolo e alle proprie competenze, devono lavorare insieme contro l'illegalità. In gioco, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, che rischia di rendere più fragili i nostri naturali anticorpi, ci sono lo sviluppo e la crescita sana del territorio e delle imprese. In una parola, il nostro futuro".

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