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Cultura, il Pd della Romagna parla con una voce sola

Il Pd discuterà il documento nazionale e le specificità locali in convegni e seminari: in Romagna si svolgerà un'unica assemblea che vedrà confluire personalità di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini

L'Italia come fabbrica di cultura. Con questo obiettivo il Partito Democratico ha convocato per il 3 e 4 dicembre i propri ‘Stati generali della cultura’: si ritroveranno a Roma un migliaio di personalità che lavorano in questo settore. In preparazione della due giorni il Pd discuterà il documento nazionale e le specificità locali in convegni e seminari organizzati dalle Federazioni. In Romagna si svolgerà un’unica assemblea che vedrà confluire personalità di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini.

L’appuntamento è in calendario sabato 19 novembre (dalle 10 alle 13), al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, in viale Alfredo Baccarini, 19. Al termine dell’incontro è prevista una visita guidata al Museo. L’incontro, aperto al pubblico, sarà introdotto da Roberto Balzani, sindaco di Forlì e responsabile cultura del Pd dell’Emilia-Romagna; concluderà Maurizio Roi, presidente della Fondazione Arturo Toscanini e della direzione nazionale del Pd.

“La scelta di un momento di riflessione ‘romagnolo’ – commenta Massimo Isola, responsabile cultura della Federazione di Ravenna del Pd - è dettata da due considerazioni; intanto lo strumento unificante della candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura nel 2019. Dall’altro perché cerchiamo, e non da oggi, di mettere da parte i campanilismi. In questo l’adesione allo sforzo per la candidatura di Ravenna è un punto comune fondamentale: partiamo quindi da quei temi e dalla consapevolezza di come Ravenna abbia esperienze molto concrete da valorizzare; proponiamo eccellenze nazionali; possiamo contare su un tessuto diffuso di associazioni, teatri, gruppi musicali e culturali. C’è il rischio che non si riesca a gestire una situazione del genere”.

“La cultura – aggiunge Alberto Pagani, segretario provinciale del Partito Democratico - è una fra le più importanti industrie del Paese e va rilanciata. Più si riduce e più si è costretti a ridurre: bisogna trovare un’altra chiave di lettura. Per difendere un sistema bisogna capire come bene come modernizzarlo. Ogni intervento va coordinato e dobbiamo sapere valorizzare i pochi, pochissimi fondi che avremo a disposizione. Questo senza ‘mercatini delle risorse’, non limitandoci a capire a chi dare e a chi togliere. Serve un altro modo di pensare e di rapportarsi a questo settore così importante. Capire le nuove strade da percorrere: ecco lo scopo della due giorni di Roma e delle assemblee preparatorie come la nostra di sabato”.

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