"Dal Parco del Mare si delineerà la Rimini del futuro"

Stefano Bonaccini, Andrea Gnassi e Stefano Boeri illustrano la ripresentazione della città nel dopo epidemia

Il sindaco Andrea Gnassi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’architetto Stefano Boeri, Presidente della triennale di Milano, intervistati dal giornalista Gigi Riva hanno discusso di come cambierà la progettazione e la riqualificazione degli spazi delle nostre città dopo questa crisi. Il tutto partendo dall’esempio del Parco del Mare di Rimini per progettare le città del futuro. È stato il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti ad introdurre la nuova piattaforma "Rimini domani, adesso", un centro di confronto e di incontro per parlare delle prospettive e del domani, un domani diverso e che dovrà pensare ai cambiamenti dello stile di vita post covid19. Serve coraggio e voglia di guardare avanti. Perchè il domani, sia già pensato adesso.

Il saluto introduttivo è del presidente Stefano Bonaccini, che ha sottolineato come il parco del mare sia uno “straordinario progetto, che sposta le auto per lasciare spazio ai pedoni e delle biciclette, e che si integra sugli investimenti per il trasporto collettivo”. A ta proposito ha ricordato la recente chiusura dell’accordo con Rfi per potenziare il  trasporto intermodale fino ai lidi ravennati “con l’obiettivo di spingere le persone a lasciare il mezzo privato per usare il trasporto collettivo”. Ha poi fatto il punto sui diversi progetti in tema di mobilità sostenibile dal recente ampliamento del bonus bici al contributo “a chilometro” in busta paga per coloro che usano la bici per andare a lavoro; oltre ai progetti per un turismo bike 365 giorni all’anno.

"Non vogliamo solo che la gente torni a Rimini - ha dichiarato Andrea Gnassi - ma che torni, che stia meglio e che trovi luoghi che siano figli di un pensiero. Otto anni fa abbiamo iniziato questa sfida quasi inedita per l’Italia, guardando le esperienze internazionali, luoghi dove le esperienze di pianificazione strategica avevano cambiato il volto della socialità. Il Parco del Mare è figlio di questo, nato guardano le esperienze internazionali di pianificazione strategica, che ci ha portato a investire 350 milioni di euro sotto il parco del mare, perché non si scarichino le acque reflue,. Il Covid rappresenta l’acceleratore di un’esigenza che dovremmo mettere al centro della nostra comunità; possiamo andare in direzione di una nuova socialità (vedi lungomare pedonalizzato per aumentare lo spazio di incontro); investiamo nella piazza contro la dittatura dell’algoritmo. Ha fatto anche scoprire una nuova forma di mobilità possibile.  Chi tornerà a Rimini troverà una città cambiata, che era partita su una traiettoria di riconversione vera, una dimensione che il Covid ha accelerato". 

"E’ un esperimento di vita pubblica all’aperto che occupa una porzione molto importante del frontemare di Rimini - ha aggiunto Boeri parlando del Parco del Mare - e che nasce da un’idea avanzata di un utilizzo non solo del litorale in senso stretto, ma di tutto il fronte urbano che da verso l’Adriatico. Stiamo parlando di un sistema di spazi pubblico, per lo sport, palestre, spazi ricettivi, della spiaggia e anche del recupero di una serie di infrastrutture verdi che si intersecano tra di loro e creano un altro sistema, tra la città e la spiaggia, di grandissimo valore. È un’esperienza molto interessante, tra l’altro Benedetta Tagliabue e il team di architetti impegnati in questo progetto sono protagonisti di altri esperienze straordinarie (come il waterfront di Barcellona), progettisti di altissimo valore. Credo sarà un progetto modello per un modo diverso di pensare al frontemare, non solamente sul litorale Adriatico. Stiamo per iniziare a lavorare a Riccione, dove c’è situazione diversa, analoga al distretto Ceccarini. Sarebbe bello pensare in futuro all’idea che uno spazio pubblico continuo, rigenerato, verde, senza blocchi e barriere dovute al traffico delle auto, diventi un elemento costante di questo pezzo di metropoli adriatica, di questa città costiera che da Cervia a Cattolica è quasi continua. Io credo che in Italia ci sia una 15esima realtà metropolitana che purtroppo non è riconosciuta, ma esiste, ha una sua forza e ha dei punti, delle esperienze, estremamente avanzati anche a livello internazionale.

"Il parco del Mare è frutto di un processo di partecipazione molto intenso - aggiunge Gnassi -  Trecento  ettari di parco urbano, abbiamo avuto il coraggio di togliere il cemento, l’asfalto le macchine. Un progetto radicale, matrice di una dimensione urbana forte, senza mediazioni. I luoghi dell’identità al centro della rigenerazione per far riprendere alla sua comunità gli spazi urbani. Il sovranismo è una sconfitta non solo culturale, ma anche economica. Vedere che l’Austria e l’Ungheria chiudono i corridoi non solo a chi purtroppo deve scappare dal dramma della guerra, ma oggi anche ai turisti, ce la dice lunga su che pensiero è. Se sono deboli i sovranismi tra i paesi in Europa, pensate quanto sono piccoli i sovranismi tra comuni. Già Aldo Bonomi parlava di città metropolitana costiera: l’idea di un lungomare che diventa uno spazio unico tra il tempio malatestiano e viale Ceccarini è un’idea forte per stare nel mondo meglio; noi non dobbiamo essere “più italiani” nel mondo, ma “meglio italiani”. Questo parco del mare che arriva a Miramare, ai confini di Riccione, può proseguire. Accolgo con favore il pensarsi attorno al proprio campanile anche di borgo, ma pensarsi come un insieme. 

"Il Covid ci obbligherà a ragionare in modo forte sulla mobilità e sugli spazi urbani. Va ripensato tutto lo spazio pubblico delle città è questa la grande sfida dei prossimi anni. I borghi vanno considerati come quartieri con autosufficienza di servizi, parte di un arcipelago urbano ma senza rinunciare all’identità storica della comunità. Quella sulla costa adriatica potrebbe essere un’esperienza avanzata rispetto ad altri contesti europei"

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