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Dall'ex macello al mercato ittico: il futuro di Bellaria e Igea Marina passa dal porto

Una vera cerniera di unione tra Bellaria e Igea Marina, sotto il profilo urbanistico, economico, imprenditoriale, ma anche culturale e valoriale: questo il porto canale nella vision a cui sono sottese le scelte compiute in questi mesi dalla Giunta

Una vera cerniera di unione tra Bellaria e Igea Marina, sotto il profilo urbanistico, economico, imprenditoriale, ma anche culturale e valoriale: questo il porto canale nella vision a cui sono sottese le scelte compiute in questi mesi dalla Giunta. “Vorrei anzitutto tornare sul tema dello spostamento della Capitaneria di Porto all’ex Macello. Molto è stato scritto e tutte le sollecitazioni, anche da parte di chi è contrario sono ben accette. Riteniamo tuttavia che la presenza degli uomini della Guardia Costiera accanto alle attività del Circolo Diportisti e laddove hanno sede le attività del Bragozzo Teresina, valorizzi quell’area dandole una più forte identità e funzionalità. Anche la futura realizzazione di un nuovo attraversamento ciclopedonale sul fiume Uso mira a favorirne il superamento dolce e in sicurezza in prossimità di via Ravenna”, le parole del Sindaco Filippo Giorgetti. “Azioni che mirano a un’interpretazione organica e coordinata della zona, al pari delle altre che rientrano in quel piano strategico a cui stiamo lavorando e che condivideremo con la cittadinanza e con tutto il Consiglio Comunale appena vi saranno le condizioni per parlarne in maniera partecipata, tornando a vederci in presenza in modo del tutto sicuro.”
 
"Scelte significative, quelle di cui parla il primo cittadino. Ultima in ordine di tempo, la risoluzione della convenzione che legava Società Cooperativa Marina e Comune di Bellaria Igea Marina per la gestione del mercato ittico di via dei Saraceni. “Un atto consensuale e frutto di reciproca volontà, a un anno circa dalla sottoscrizione degli ultimi accordi”, spiega il primo cittadino. “Una scelta che prende atto delle gravissime difficoltà di tutto il comparto, che ovviamente non hanno risparmiato il mercato ittico, il cui principale interlocutore economico è quel mondo della ristorazione messo in ginocchio dalla pandemia e dalle misure anti contagio che si sono susseguite negli ultimi dodici mesi" dichiara ancora il sindaco
 
"Società Cooperativa Marinara che, comunque, con spirito collaborativo si è impegnata a garantire continuità del servizio e terrà aperte le porte del mercato ittico fino all’individuazione di un nuovo gestore. “Più in generale”, aggiunge il Sindaco, “la pandemia ha accelerato quella che già appariva come una necessaria revisione della vocazione del luogo. Non sono un mistero le difficoltà palesate dalla struttura e dalle varie gestioni nel rivolgersi al comparto dell’ingrosso anche in anni precedenti, pertanto è al vaglio dell’Amministrazione un cambio di strategia imprenditoriale per il mercato ittico, in ottica di specializzazione e ulteriore valorizzazione del prodotto locale, ad esempio molluschi e in particolare mitili, fiore all’occhiello della filiera marinara di Bellaria Igea Marina.”

 
“C’è un filo comune”, sottolinea Giorgetti, “rappresentato dalla volontà di mettere i privati nelle condizioni di fare impresa in maniera sostenibile e funzionale all’interesse pubblico della nostra comunità e alla qualità della nostra offerta economico-turistica: in linea con le azioni contenute nell’Agenda 2030. Penso alla partita del nuovo waterfront o, sempre in tema di porto, a quel Polo Est per il quale abbiamo fortemente perseguito ed espressamente cercato in sede di bando, una gestione duratura, solida e ambiziosa sotto il profilo della programmazione. Infine”, annuncia e conclude Filippo Giorgetti, “non è meno importante lo scenario che va aprendosi dopo avere finalmente superato l’empasse legato al fallimento del cosiddetto Umi 2 – motore immobiliare darsena - , con l’avvio di nuove possibilità di sviluppo urbanistico per un’ampia area collocata tra il porto canale ed il ponte che collega via Panzini a via Properzio. Consapevoli che lo sviluppo del porto debba avere quale punto cardine la valorizzazione del gioiello Colonia Roma.”

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